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MONDO

Il mondo ricorda

27 gennaio 1945, si aprono i cancelli di Auschwitz

Il 27 gennaio 1945 furono abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz rivelando l'orrore del genocidio nazista. Dal 2005 si commemorano le vittime dello sterminio e tutti coloro che hanno protetto i perseguitati anche a rischio della propria vita 

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di Roberta RizzoRoma Erano notti gelide quelle del gennaio 1945. I prigionieri in quei giorni venivano svegliati sempre più spesso da forti esplosioni. Era il segnale che l'Armata Rossa si stava avvicinando ogni giorno di più. Il 18 gennaio, per paura che l'esercito sovietico li catturasse, i gerarchi nazisti avevano iniziato la ritirata. Tutti i prigionieri sani furono evacuati: le SS portarono con sè più di 60.000 detenuti per un’ultima e terribile “marcia della morte” verso i lager dell’Ovest. Solo pochi di loro arrivarono. 

27 gennaio 1945: la liberazione di Auschwitz
Per cancellare le tracce dei loro crimini il 20 gennaio, ad Auschwitz, i nazisti avevano fatto saltare i forni crematori 2 e 3, dove erano stati bruciati i corpi di centinaia di migliaia di ebrei. La notte tra il 25 e il 26 fu la volta del crematorio 5. Il giorno dopo le truppe sovietiche della Prima Armata del Fronte Ucraino, comandata dal maresciallo Koniev, entrarono nel campo di sterminio: trovarono 7.000 prigionieri ancora in vita. Erano quelli abbandonati dai nazisti perchè considerati malati. Quegli attimi terribili il mondo ancora oggi, dopo 69 anni, li ricorda come il 'Giorno della Memoria'.

L'ideologia nazista della razza ariana
Fra il 1939 e il 1945 circa 6 milioni di Ebrei vennero sistematicamente uccisi dai nazisti del Terzo Reich con l’obiettivo di creare un mondo più ‘puro’ e ‘pulito’. Alla base dello sterminio vi fu un’ideologia razzista e specificamente antisemita che affondava le sue radici nel 19° sec. e che i nazisti, a partire dal libro Mein Kampf ("La mia battaglia") di A. Hitler (1925), posero a fondamento del progetto di edificare un mondo ‘purificato’ da tutto ciò che non fosse ‘ariano’. Alla ‘soluzione finale’ (così i nazisti chiamarono l’operazione di sterminio) si arrivò attraverso un processo di progressiva emarginazione degli Ebrei dalla società tedesca.

Dalla notte dei cristalli alla "ghettizzazione" degli Ebrei
Le leggi di Norimberga del 1935 legittimarono il boicottaggio economico e l’esclusione sociale dei cittadini ebrei. Dal 1938, e in particolare dalla cosiddetta ‘notte dei cristalli’ (8-9 novembre 1938, quando in tutta la Germania le sinagoghe furono date alle fiamme e i negozi ebraici devastati) in poi, il processo di repressione subì un’accelerazione che sfociò nella decisione, presa dai vertici nazisti nella Conferenza di Wannsee (gennaio 1942), di porre fine alla questione ebraica attraverso lo sterminio sistematico.

Lo sterminio sistematico
Cominciò dalla Germania per espandersi via via con le conquiste del Terzo Reich, colpendo gli Ebrei di quasi tutta Europa.
 Furono in una prima fase ‘ghettizzati’, cioè forzosamente concentrati in appositi quartieri delle città, e poi deportati nei campi di concentramento e di sterminio, costruiti soprattutto in Europa orientale. Ad  Auschwitz, Dachau, Bergen Belsen, Mauthausen - ma furono decine e decine i campi disseminati in Europa, tasselli di un sistema pianificato nei minimi dettagli - giungevano ogni giorno convogli carichi di persone. Dopo la selezione iniziale, che ‘salvava’ temporaneamente coloro che erano in grado di lavorare, una parte veniva inviata direttamente verso la meta cui tutti i deportati erano infine destinati: la camera a gas.

Il giorno della Memoria
​L'apertura di quei cancelli e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista. Milioni di uomini, donne e bambini perseguitati con le leggi razziali e poi strappati alla loro vita e portati nei lager da dove in pochi sono tornati. Il 27 gennaio è stato scelto dall'Onu come "il giorno della memoria" per commemorare le vittime del nazismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. E’ un pezzo agghiacciante della nostra storia che non può essere dimenticata.
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