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SPETTACOLO

Los Angeles

Golden Globes: trionfano "Bohemian Rhapsody", "Green Book" e "Roma"

La 76a edizione dei premi, assegnati dalla Stampa estera di Hollywood, tradizionale anticamera degli Oscar. Riconoscimento per la migliore attrice a Glenn Close per "The Wife - Vivere nell'ombra"

Glenn Close (Foto Ansa/Epa/Mike Nelson)
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"Green Book", con tre premi, insieme a "Bohemian Rhapsody" e "Roma", con due a testa, hanno trionfato alla 76a edizione dei Golden Globes, tradizionale anticamera degli Oscar, in cui ha deluso invece "A Star is Born", di Bradley Cooper, nonostante le sue cinque nomination, che ottiene solo il premio per la miglior canzone originale "Shallow" di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt.

A "Green Book" di Peter Farrelly è andato il premio per la migliore commedia o film musicale, per il miglior attore non protagonista (Mahershala Ali) e la migliore sceneggiatura (Nick Vallelonga, Brian Currie e lo stesso Farrelly).

La grande sorpresa è stata "Bohemian Rhapsody" che ha ottenuto il riconoscimento come miglior film drammatico, diretto da Bryan Singer, e quello per il protagonista, Rami Malek, miglior attore per il suo ritratto di Freddie Mercury.

"Roma" ha ottenuto il premio come miglior film straniero e miglior regista per Alfonso Cuarón. E il cineasta messicano, sul palco, ha ringraziato "Netflix, che lo ha prodotto (il film, un racconto autobiografico e in bianco e mero della sua infanzia a Città del Messico, aveva già vinto il Leone d'Oro a Venezia) e "ha consentito che questo film così improbabile abbia avuto risalto mondiale". Nel complesso, Netflix ha ottenuto cinque premi Golden Globe tra Tv e film. Nella stessa serata, HBO e Amazon, hanno portato a casa un premio Tv ciascuno.

"Vice-L'uomo nell'ombra", che aveva dalla sua 6 nomination, vince poco: migliore attore protagonista Christian Bale nei panni di Dick Cheney, per la regia di Adam McKay. Olivia Colman vince il premio per la migliore attrice brillante per il film in costume "La Favorita", di Yorgos Lanthimos. Migliore attrice non protagonista Regina King per "Se la strada potesse parlare", di Barry Jenkins. Migliore colonna sonora a Justin Hurwitz per "First man", di Damien Chazelle. Miglior film d'animazione "Spider-Man - Un nuovo universo",  diretto da Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman.

Uno dei premi più conteso della serata, quello come migliore attrice, è andato a Glenn Close per "The Wife - Vivere nell'ombra", diretto da Björn Runge, che ha battuto così Lady Gaga (favoritissima per "A star is born"). Tra le lacrime, Glenn Close ha ricordato la madre, "sempre oscurata ed eclissata" dal marito. "Le donne sono le persone che si prendono cura e accudiscono gli altri", ha detto, ma "dobbiamo perseguire la nostra realizzazione personale e inseguire i nostri sogni. Lo dobbiamo fare e ce lo dobbiamo permettere". 


Per le serie tv vincono "The Americans" (dramma), "The Kominsky Method" (commedia) e "L'assassinio di Gianni Versace" (miniserie).
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