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POLITICA

Leader di Liberi e Uguali

Grasso: M5s ondivago, valuteremo su intesa post voto. No a Gori, apertura verso Zingaretti

Il presidente del Senato: Laura Boldrini chiude a M5S? Comprendo ma non decide lei 

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Pietro Grasso non chiude la porta a un'eventuale intesa post voto con "l'ondivago" Movimento Cinque Stelle, né a un accordo elettorale a sostegno del presidente uscente del Lazio, il dem Zingaretti. "Io ho detto soltanto che il nostro è un sistema proporzionale e valuteremo dopo le elezioni quale sarà la situazione. Certo M5S è così ondivago, difficile capire le sue posizioni: quando riuscirà a dare un'esatta valutazione anche noi potremo fare le nostre",  dice il leader di Liberi e Uguali negli studi di Sky TG 24. 

Boldrini chiude a M5S? Comprendo ma non decide lei
La chiusura di Laura Boldrini al Movimento 5 Stelle? "Nessun problema, comprendo Boldrini ma decide qualcun altro", dice il presidente del Senato. Alla domanda se a decidere è lui stesso, risponde: "Certo".

Regionali, non c'erano presupposti per coalizione con Gori
"Molti contatti, ma non c'erano i presupposti per fare coalizione con Gori", spiega Grasso.  "Nonostante questo - aggiunge - abbiamo convocato l'assemblea dei delegati regionali e hanno confermato che non c'erano i presupposti". Cosa non va in Gori? "Ha appoggiato il referendum autonomista, ha detto 'possiamo fare di meglio', noi vogliamo politiche diverse". E alle accuse del candidato Pd alla presidenza della Regione Lombardia, replica: "Odio? Ha una visione distorta. Non abbiamo rancore né odio. Noi parliamo di politiche di sinistra". 

"Zingaretti" diverso da Gori, può dare segnali di discontinuità
Per la scelta di appoggiare alle regionali del Lazio Nicola Zingaretti si è seguita la stessa procedura che in Lombardia, assicura il leader di 'Liberi e Uguali'. "Io sono convinto che la politica con la P maiuscola non può essere fatta dall'uomo solo al comando, voglio sentire la base, le idee e quindi, come in Lombardia, anche nel Lazio ho convocato l'assemblea dei delegati regionali e mi hanno dato il mandato per trattare con Zingaretti". Peraltro, ha aggiunto Grasso, Zingaretti "è un presidente in carica e ha una storia politica diversa, ricordiamoci che ha avuto l'appoggio di 202 sindaci di tutto il Lazio che rappresentano tutte le forze politiche. Con lui poi abbiamo messo dei punti precisi, intanto il perimetro politico entro cui deve restare, con l'esclusione di liste di destra o moderate e il programma, su sanità, mobilità, ambiente". Insomma, "Zingaretti, essendo in carica, può darci segnali di discontinuità e possiamo ritenere che la svolta a sinistra sia il suo programma".

Banche? "Se fossi premier starei attento a quel che dico"
"Penso che se fossi presidente del Consiglio starei molto attento alle cose che dico, soprattutto a un finanziere", dice poi Pietro Grasso. Alla domanda se lui facesse colazione con i 'poteri forti', il presidente del Senato ha replicato: "La mattina faccio colazione con mia moglie". Quanto alla commissione Banche, Grasso ha detto che "se la relazione non ci soddisfa, dovremmo riprenderla nella prossima legislatura". 
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