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MONDO

Le tappe

La guerra al terrorismo

Dall'11 settembre gli Usa sono impegnati in un conflitto globale contro il terrorismo. Ma molti problemi in politica estera rimangono irrisolti

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Gli attentati dell'11 settembre del 2001 hanno comportato una radicale ridefinizione della politica estera degli Stati Uniti e degli equilibri globali. In risposta all'attacco più grave mai subito sul proprio suolo, il governo americano, guidato dal presidente G.W. Bush, decide di intraprendere una serie di operazioni militari per combattere il terrorismo di matrice islamica. Il nome in codice utilizzato inizialmente è "Enduring Freedom" (libertà duratura). Due anni dopo, con il conflitto in Iraq, l'amministrazione Bush elabora il concetto di "guerra preventiva", mediante il quale si combatte il terrorismo attaccando tutti quegli Stati che minacciano gli interessi e la sicurezza degli Stati Uniti. 

7 Ottobre 2001: comincia la guerra in Afghanistan. Il conflitto ha come obiettivo quello di combattere l’organizzazione terroristica "al Qaeda" e abbattere il regime dei Talebani, cosa che avviene poche settimane dopo. 

22 dicembre 2001: Karzai è nominato capo dell’amministrazione provvisoria afghana. Dal 2001 l'Afganistan è una repubblica islamica retta dal presidente di etnia Pahstun, Hamid Karzai, ma il Paese si basa su un equilibrio politico fragile e continua a essere dilaniato da una guerra civile causata dal ritorno dei Talebani.
 
20 marzo 2003: gli Stati Uniti invadono l'Iraq dando inizio alla seconda guerra del Golfo. Per giustificare il conflitto, l'amministrazione Bush elabora il concetto di "guerra preventiva". Il segretario di Stato, Colin Powell, dichiara alle Nazioni Unite di possedere le prove che in Iraq sono presenti delle armi di distruzione di massa (notizia poi rivelatasi priva di fondamento).

9 aprile 2003: cade il regime di Saddam Hussein. Undici anni dopo la presunta fine del conflitto annunciata da Bush, il processo di pacificazione non è ancora raggiunto, e il Paese continua a essere dilaniato da una guerra civile e da continui attentati. 

2 maggio 2011: muore Osama Bin Laden, leader numero uno di Al Qaeda. «Osama Bin Laden è stato ucciso. Giustizia è fatta». Così il presidente americano, Barak Obama nel suo annuncio televisivo alla nazione. 

29 giugno 2014: da una costola di Al Qaeda nasce l’Isis, lo Stato Islamico dell’Iraq e della Siria, sotto la guida di  Abu Bakr Al Baghdadi. Si tratta di un gruppo terroristico di natura jihadista che ha proclamato ufficialmente la nascita di un Califfato nei territori controllati di Siria e Iraq.

11 settembre 2014: il presidente Usa, Barak Obama, annuncia la sua nuova strategia militare di lotta al terrorismo. Obiettivo principale la guerra contro l'Isis, che prevede anche dei raid aerei in Iraq e in Siria per distruggerne le basi logistiche. 
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