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MONDO

Dopo l'arresto, sequestri-record dei suoi beni

In piazza per il Chapo, in Sinaloa 2mila persone manifestano per il boss dei narcos

Protesta in piazza contro la cattura di Guzman, il signore della droga. "Lui ci dava lavoro, non come i politici messicani"

In marcia per "El Chapo"
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Per il popolo, è un idolo: il narcotrafficante ricco e violento, ma giusto e generoso. Così l'ammirazione per i signori della droga porta in piazza migliaia di persone schierate contro lo stato: in duemila hanno manifestato a Culiacan, nello stato di Sinaloa. Sostengono il boss del narcotraffico messicano Joaquin Guzman, detto "el Chapo" per la sua bassa statura, arrestato dopo 13 anni di latitanza. Hanno chiesto ad alta voce il rilascio, prima di essere dispersi dai poliziotti. Il corteo, al quale hanno partecipato uomini, donne e studenti, è partito da una collina che sovrasta Culiacan per terminare davanti al municipio della città fra le grida di "Viva el Chapo!". Uno dei cartelli esposti dai manifestanti recitava: "Joaquin Guzman ci dava lavoro, non come voi politici corrotti". Nonostante la venerazione nei confronti dei cartelli della droga sia molto forte in Sinaloa, alimentata da film e canzoni dedicati alla "narcocultura", si tratta della prima manifestazione di protesta del genere in città. Guzman, 56 anni, è il leader più ricco, potente e temuto tra i diversi carteli della droga messicani. Le sue gesta sono leggenda, e la sua latitanza una lunga sfida con gli investigatori internazionali. Assieme a altri undici è stato arrestato dalla polizia messicana con il sostegno della Drug Enforcement Administration americana, fra l'11 e il 12 febbraio.

Oltre alla cattura, un sequestro-record di beni
Gli agenti delle forze di sicurezza lo avevano individuato presso una delle sue abitazioni a Culiacan, ma "El Chapo" era riuscito a fuggire attraverso un tunnel sotto la vasca da bagno. E' stato arrestato nella località turistica di Mazatlan, dove viveva in un condominio insieme alla moglie e alle due figlie gemelle di due anni. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate 133 armi da fuoco, un lanciarazzi, due razzi, due ordigni esplosivi, nove granate, 43 veicoli e quattordici abitazioni, oltre a 3,1 tonnellate di metanfetamina, 82,2 chili di cocaina e 25,6 chili di marijuana. E' una delle operazioni più importanti e clamorose nella lunga guerra alla droga ingaggiata da messico e Stati Uniti. Ma resta il dubbio che "El Chapo" possa essere stato tradito o venduto ad un gruppo emergente in grado di sostotuirlo subito alla guida del cartello di Sinaloa. Gli Stati Uniti pianificano di richiedere la sua estradizione per traffico di droga e criminalità organizzata. E se la polizia è riuscita a fermare la manifestazione di piazza, la cultura Narco vive su internet: messaggi di solidarietà in suo onore del "Chapo" sono stati scritti anche su Twitter, sotto l'hashtag #ilovechapo.
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