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MONDO

"La cattura di Bin Laden è merito mio"

La scrittrice Maria "Mary Pace" vuole i 25 milioni di dollari offerti dagli Usa per prendere Bin Laden. E così ha portato la richiesta in tribunale. La causa è stata rinviata al 25 giugno dell'anno prossimo al Tribunale civile di Roma

Osama Bin Laden
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Maria "Mary" Pace avrebbe saputo da uno 007 italiano dove si nascondeva Bin Laden e l'avrebbe segnalato agli americani. Con questa tesi, la scrittrice italiana chiede formalmente la taglia di 25 milioni di dollari offerti dagli Usa. E lo fa portando la causa in tribunale.

"Mia la segnalazione"
La donna sostiene di aver saputo da un ex noto agente dell'intelligence italiana, Guido
Giannettini, dov'era il nascondiglio del terrorista già nel 2003 e ha fatto causa al ministero degli Interni italiano e al governo Usa. La ricompensa non è stata mai pagata: per Washington non c'è stata alcuna soffiata. "Informai la Digos di Frosinone nel 2003 (Pace abita a Sgurgola, a pochi chilometri dal capoluogo ciociaro) di dove si nascondeva in Pakistan e non so se l'informazione é mai arrivata agli Usa - racconta Pace -. Nel 2010 contattai la Cia: otto mesi dopo Bin Laden è stato ucciso ad Abbottabad, vicino al luogo da me indicato".

Le prove fornite dalla scrittrice
La Pace ha anche fornito al giudice mail scambiate nel 2010 con un sedicente agente dei servizi Usa, che si firmava Randy. In un articolo firmato dalla donna per il periodico Borghese, si citano poi quattro installazioni militari pachistane, una delle quali nell'area in cui Bin Laden é stato poi individuato. Randy le avrebbe anche fatto delle telefonate, sostiene Pace.

In tribunale
Pace è rappresentata dall'avvocato Carlo Taormina, che punta ad ottenere i tabulati telefonici per documentare le telefonate tra il presunto agente Cia e la sua assistita. "Obiettivo è quello di poter notificare gli atti all'ambasciata Usa a Roma - spiega l'avvocato Giorgio Taormina, figlio di Carlo -. Finora dagli Usa ci sono tornati indietro". Al momento non è chiaro se gli Stati Uniti si siano costituiti in giudizio né se lo faranno. Il Viminale invece ci sarà, rappresentato dall'Avvocatura dello Stato. Il ministero afferma nell'atto di costituzione di aver girato l'informazione nel 2003 agli americani. La causa, inizialmente prevista già per il 20 dicembre, è stata rinviata al 25 giugno dell'anno prossimo al Tribunale civile di Roma.
 
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