SCIENZA

Storia genetica della specie umana

Homo sapiens, il sopravvissuto

Una recente ricerca della Hebrew University ha ricostruito perla prima volta l'epigenoma degli estinti neandertaliani e dell'Homo Denisovano

Ricostruzione di Homo neanderthalensis
Condividi
di Stefano Lamorgese Che cosa ha permesso alla nostra specie di sopravvivere all'evoluzione? Perché l'homo sapiens è sopravvissuto al Neanderthal e al recentemente scoperto Homo Denisovano? In sintesi: che cosa abbiamo di più (o di meno), noi umani di oggi?

Sono domande che affondano le proprie ragioni nella notte dei tempi. Eppure c'è chi - come il dottor Liran Carmel, il professor Eran Meshorer e David Gokhman dell'Istituto Alexander Silberman della Hebrew University - prova a fornire risposte scientificamente fondate.

L'epigenetica
Lo studio si è concentrato sui cambiamenti rilevati nelle modificazioni ereditabili che però non alterano la sequenza del DNA. I segnali epigenetici sono, in pratica, i cambiamenti ereditabili non dovuti a mutazioni nella sequenza di un gene, ma che ne alterano l'attività.

È su questi aspetti che si fondano le principali differenze tra l'Homo Sapiens (noi umani attuali) e i suoi precedessori ancestrali.

L'evoluzione che ci ha selezionato
L'Homo sapiens, è stato rilevato, ha potuto giovarsi di uno sviluppo cerebrale diverso e di un sistema immunitario e cardiovascolare più efficaci. Per il resto, soprattutto nel sistema digestivo, non c'è nulla di nuovo, in noi.

L'aspetto negativo - se così si può giudicare - starebbe nello sviluppo delle degenerazioni collegate a un cervello così complicato. Autismo, schizofrenia e morbo di Alzheimer - per esempio - sarebbero stati sconosciuti tra i nostri lontanissimi predecessori.

Una ricerca originale
Lo studio di Carmel, Meshorer e Gokhman è il primo che sia riuscito a tracciare una linea evolutiva convincente nella regolazione genetica del nostro comune DNA. E apre una nuova finestra nel lungo percorso che ha condotto la nostra specie dalla notte dei tempi alla (forse altrettanto oscura) contemporaneità.
Condividi