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MONDO

La struttura è stata inaugurata dal presidente Barack Obama a maggio

9/11 Memorial Museum: un viaggio tra ricordi, grida e macerie

Un luogo sacro di guarigione e speranza», d'«amore», «compassione», «sacrificio». Con queste parole il presidente Barack Obama ha definito il 9/11 Memorial Museum, dedicato alla tragedia delle torri gemelle. Nell'ultimo mese 300mila persone hanno varcato la soglia del museo che più rappresenta l'orgoglio americano.

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New York A 13 anni dalle atrocità dell’11 settembre, Ground Zero continua ad essere il cuore di New York. Più di 12 milioni di persone hanno visitato la piazza della memoria inaugurata nel 2011. Dal 21 maggio scorso è anche possibile ripercorrere la giornata che ha sconvolto per sempre il volto dell’America. Il museo di Ground Zero vuole essere «un luogo di pace e di riconciliazione, un luogo che ricordi agli americani come nessun atto di terrorismo potrà mai cambiare quello che sono come americani»: queste le parole di Barack Obama quando  ha aperto per la prima volta le porte del memoriale. Con lui la moglie Michelle. Tutti vanno a visitare il memoriale: basti pensare che nell'ultimo mese 300mila persone hanno varcato la soglia del 9/11 Memorial Museum.

Il viaggio nei ricordi
Le gigantesche travi d’acciaio recuperate dopo il crollo delle Twin Towers si levano come due monoliti, alte più di venti metri. Rappresentano quello che è stato, quello che è rimasto,  la fierezza di una nazione che porta con sé la memoria degli attacchi, onorando le vittime con la costanza della vita quotidiana. Lo studio d’architettura norvegese Snøhetta (lo stesso che ha fatto la biblioteca di Alessandria e dovrà ripensare Times Square) ha scelto di avvolgere questi due enormi pale d’acciaio con una cupola di cristallo nel bel mezzo del World Trade Center: un vetro scintillante, quello contro cui i turisti schiacciano i loro nasi per dare una sbirciatina. Secondo l’architetto Craig Dykers la cupola è un luogo popolare per i selfie, sintomo che il progetto ha funzionato: «se riusciamo a strappare un sorriso in un luogo di dolore come questo vuol dire che abbiamo fatto il nostro lavoro».

Oggetti di una tragedia
All’interno del museo, che si snoda tutto sottoterra (dove prima erano appoggiate le fondamenta delle Twin Towers) c’è una una collezione di oggetti recuperati dopo il disastro: i resti dei veicoli della polizia e dei vigili del fuoco usati durante i primi soccorsi, i rottami degli aerei usati per gli attentati e alcune parti della struttura dei grattacieli. Ma non solo. Al 9/11 Memorial Museum c’è la vita di chi dentro quelle Torri ci lavorava, o ci era finito per un caso del destino: dalle carte di credito allle scarpe, dai resti delle gradinate agli orologi rotti.

Un museo unico
Per Charles Wolf, marito di una donna morta durante il crollo della Torre Nord che ha preso parte alla commissione che si è occupata della progettazione del 9/11 Memorial, è una struttura unica al mondo: secondo lui nessun altro museo al mondo ha aperto così presto dopo un fatto così doloroso. In realtà questa struttura ha avuto una genesi lunga e travagliata: è stata inaugurata a poco meno di 13 anni dall’evento che vuole commemorare quando in realtà avrebbe dovuto aprire nel settembre del 2012, se non addirittura in occasione del decimo anniversario degli attentati, nel 2011.
Di altra natura sono invece le polemiche sollevate dai familiari delle vittime: in molti si sono opposti fino all'ultimo per evitare che quel luogo diventasse meta del turismo di massa.
 
 
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