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POLITICA

Con la maggioranza votano anche i senatori di Fare! e Ala

Il senato boccia entrambe le mozioni di sfiducia al governo. Renzi: "Orgogliosi del decreto banche"

La prima mozione era stata presentata da Forza Italia e Lega Nord, la seconda dal Movimento 5 stelle

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Bocciate entrambe le mozioni di sfiducia al governo Renzi. Dopo quella presentata da Forza Italia e Lega Nord, l'aula del Senato ha respinto anche la mozione di sfiducia presentata da M5s nei confronti dell'esecutivo in merito alla vicenda del crac delle banche. I sì sono stati 84, i no 174, un astenuto. La maggioranza richiesta era di 130 voti.

Oltre ai gruppi di maggioranza, hanno dichiarato che avrebbero votato contro la mozione di sfiducia la componente
Fare! del gruppo Misto (le senatrici tosiane) ed Ala (i cosiddetti verdiniani). Si è astenuta la senatrice Serenella Fucksia (ex-M5S ora nel Misto).

In precedenza, con 178 voti contrari, 101 a favore e un astenuto, il Senato aveva respinto la mozione di sfiducia al governo presentata da Forza Italia e dalla Lega Nord. Contro la mozione FI-Lega hanno votato, oltre ai gruppi di maggioranza, anche Fare! e Ala. Si è astenuta la senatrice ex 5stelle Serenella Fucksia, e il suo voto, per il regolamento del Senato, equivale a voto contrario. La maggioranza richiesta era di 141 voti. 

Renzi: "Orgogliosi del decreto sulle banche"
Prima del voto, Matteo Renzi a Palazzo Madama difende il governo: "Se ci volete mandare a casa per il decreto sulle popolari fatelo. Noi siamo orgogliosi per una riforma che da 25 anni andava fatta e fu tentata da Ciampi e da Draghi. Se fosse stata fatta a fine anni 90 in tante parti di Italia, a cominciare dal nord est, avremmo evitato le scene di questi ultimi 15 anni in termini di contiguità tra il sistema del credito e politica".

E sul conflitto d'interessi sollevato dalle opposizioni sul caso della Banca Etruria risponde: "Questo governo ha commissariato la Banca Etruria come ha fatto con altre banche senza avere alcun riguardo per nomi e cognomi" perché "per noi non ci sono amici o amici degli amici" e la "dimostrazione sta nel fatto che Banca Italia ha sanzionato i familiari di un ministro e sta nel fatto che non c'è stato un solo avvenimento che possa far parlare di conflitto di interessi" del ministro Boschi.

Poi, rivolgendosi ai senatori di Forza Italia, attacca: "Non dico da che pulpito, sarebbe semplice, vi sto dicendo non c'è alcun conflitto d'interesse ma il tentativo con quel decreto di salvare un milione di correntisti e 7mila stipendi. Se ci volete mandare a casa fatelo ma noi non avremmo mai distrutto pezzi di economia per fare una battaglia politica contro il governo. Prima delle beghe politiche c'è l'Italia". E ancora: "Voi siete divisi e siete sempre meno, si conteranno i no ma i sì sono sempre meno perché tra di voi esiste una grande divisione".  

Sul testo della mozione di sfiducia, Renzi evidenzia che "la mozione di Lega e Fi presenta piccoli refusi nelle date, copia incolla da un articolo di un quotidiano quanto mai lontano dalla vostra storia: ci sono gli stessi refusi in due editoriali del Fatto quotidiano e la mozione di Lega e Fi. Questo - ha aggiunto -  è un fatto positivo: c'è finalmente dialogo tra le due parti, ci abbiamo lavorato da una vita... Magari la prossima volta controllate i refusi". Secondo alcuni forzisti, Francesco Nitto Palma e Niccolò Ghedini non avrebbero votato proprio perché in polemica con il fatto che per scrivere la mozione di sfiducia si siano copiati dei "virgolettati da Il Fatto Quotidiano".

Infine Renzi spiega: "In questo paese chi ha sbagliato paga e chi paga non lo decidete voi ma i giudici, nel primo, secondo, terzo grado di giudizio. E il quarto grado non è un blog dell'illuminato...". E conclude: "Tenetevi le vostre polemiche, aggrappatevi al fango, noi pensiamo all'Italia e la lasceremo meglio di come l'abbiamo trovata". 

Nove applausi da parte dei senatori della maggioranza, e commenti ironici da parte di quelli di M5s, culminati in un "Alè oh oh, Alé oh oh", hanno caratterizzato il discorso del premier.
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