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ITALIA

20 anni dopo

"Quell'orecchino che mi ricorda tanto Ilaria"

Parla a Rainews.it Paola Gennari Santori, amica e compagna di studi di Ilaria Alpi che, insieme con la mamma della giornalista, Luciana, ha allestito la mostra "Mi richiama talvolta la tua voce", al Maxxi di Roma 

Ilaria Alpi, foto di Paola Gennari Santori
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di Carlotta Macerollo Paola Gennari Santori era una cara amica di Ilaria, avevano studiato insieme Lingue orientali alla Sapienza di Roma nei primi anni Ottanta, "una scelta controcorrente forse, ma noi volevamo essere così", ci spiega: "Eravamo affascinate dai Paesi e dalle culture meno familiari e ci avvicinava la passione e l'impegno". Sono passati vent'anni da quel 20 marzo del 1994, quando Ilaria e Miran sono morti a Mogadiscio, in Somalia, e l'amica di una vita ha voluto, insieme con Luciana Alpi, raccontare in una mostra fotografica al Maxxi di Roma la dimensione più personale della giornalista di Rai3, dalla sua prima giovinezza al tragico epilogo.

L'orecchino
"L'oggetto che mi ricorda più Ilaria è l'orecchino pendente verde che usava sempre quando era inviata e che si vede bene nell'immagine in primo piano che esporremo alla mostra", spiega Paola Gennari. "Quell'orecchino è stato utilizzato come simbolo dall'associazione".

Perché questo progetto?
"Ho iniziato a pensarci nell'aprile dell'anno scorso. Ho fatto degli scatti di prova e li ho fatti vedere alla mamma di Ilaria, Luciana, in modo da dare un ricordo di Ilaria più personale e personalizzato. Dal momento della sua morte, Ilaria è diventata un simbolo e, con il passare del tempo, il rischio è che diventi una figura astratta, lontana. Ecco perché sono esposti foto, articoli di giornale, i suoi libri preferiti, e anche gli oggetti della tragica fine: ho fotografato la medaglia al valore civile che le è stata data dal Presidente della Repubblica, e la bandiera in cui era avvolta la bara al ritorno dalla Somalia.

Come hai selezionato gli oggetti personali di Ilaria?
"Parto sempre da un frammento minimo e, combinando memoria e immaginazione, ricostruisco un'architettura dei ricordi. Nel selezionare gli oggetti cerco quei particolari che mi attraggono e, come nel caso di questo lavoro, mi feriscono. Ho cercato di combinare minime tracce di quotidianità con elementi dell'immaginario di una ragazza che aveva vent'anni negli anni '80 ed esperienze della sua vita, fino al tragico epilogo". 

Ilaria
"Era simpatica, allegra, appassionata, aveva una risata trascinante. Con lei si parlava di tutto in quei giorni in cui ti prepari per il futuro, giorni che sembrano non passare mai perché hai fretta di vivere".

Una rosa al giardino botanico
"Un giovane botanico veneto ha creato una rosa per ricordare Ilaria, verrà presentata a maggio all'orto botanico di Roma. Questo ragazzo ha detto una cosa molto vera: 'Quando l'uomo non ha più niente da dire, parla la natura'".


 
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