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ECONOMIA

Precipita la situazione per l'acciaieria pugliese

Ex Ilva, Arcelor Mittal comunica la sospensione delle attività nello stabilimento di Taranto

Cade una tegola sulla trattativa già difficile tra governo, sindacati e Arcelor Mittal. L'azienda convocata al Mise oggi per parlare delle chiusure degli altiforni. I commissari ex Ilva intanto depositano il ricorso che chiede il rispetto dell'accordo. La Procura di Milano apre un fascicolo

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Con una lettera indirizzata a governo e istituzioni di Taranto, Arcelor Mittal ha comunicato la sospensione delle attività dello stabilimento di Taranto e delle centrali elettriche "con modalità atte a preservare la integrità degli impianti in pendenza della retrocessione dei rami d'azienda". Lettera dove riepiloga e dettaglia le date della fermata, che coinvolgerà dal 13 dicembre e sino a metà gennaio, i tre altiforni, e spiega inoltre le procedure che eseguirà per la messa in sicurezza degli impianti. E Arcelor chiarisce che "rimangono parzialmente escluse dall'attività di fermata, l'area produzione gas tecnici, il cui funzionamento è necessario per garantire la messa in sicurezza degli altri impianti grazie alla produzione di gas inerte (azoto); l'area distribuzione energie che assicura la gestione delle reti gas e delle reti elettriche; l'area distribuzione e trattamento acqua di raffreddamento agli impianti e il trattamento dei reflui". Precipita, dunque, la situazione per le acciaierie di Taranto, con un percorso che si avvia rapidamente verso una soluzione quasi certamente non pacifica tra le parti. 

Depositato il ricorso dei commissari ex Ilva
I  legali dei Commissari Straordinari dell'ex Ilva hanno depositato un ricorso d'urgenza in base all'articolo 700 del codice di procedura civile in cui chiedono ad ArcelorMittal il rispetto degli accordi poiché non sussistono, a loro dire, le condizioni per il recesso dal contratto d'affitto.

Procura di Milano apre un fascicolo
La procura di Milano ha aperto un fascicolo "modello 45" (senza indagati e senza ipotesi di reato) 'per verificare la eventuale sussistenza di ipotesi di reato' nella vicenda relativa all'ex Ilva e alla querelle con ArcelorMittal. E' quanto si legge in una nota firmata dal procuratore di Milano, Francesco Greco. E' stata per questo data delega al nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza 'per gli accertamenti preliminari'. Il procedimento, si specifica nella nota, è stato assegnato ai magistrati Romanelli, Civardi e Clerici. Civardi e Clerici sono gli stessi che, nel marzo 2016, avevano chiesto il fallimento di Riva Fire, la controllante dell'ex gruppo proprietario dell'acciaieria. Al centro dell'inchiesta, si apprende, c'è il contratto di affitto dell'ex Ilva stipulato trai commissari e il gruppo franco indiano, che nei giorni scorsi ha presentato ricorso in vista del recesso.

Incontro al Mise
Le parti dovrebbero incontrarsi proprio oggi pomeriggio al Mise per parlare della crisi dello stabilimento ex Ilva di Taranto con sindacati ed azienda. L'incontro era stato convocato dopo la comunicazione ai sindacati, ieri, da parte di Arcelor Mittal, delle date di spegnimento degli altiforni entro il 15 gennaio. L'azienda sarebbe tecnicamente tenuta a partecipare all'incontro al Mise dove ci saranno anche i leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Per Arcelor Mittal dovrebbe essere presente l'amministratrice delegata, Lucia Morselli. Ma al momento il condizionale è d'obbligo.

Vietati i commissari
​Ad alimentare il livello di tensione, già altissimo sulla vicenda aveva contribuito, questa mattina, il divieto di ArcelorMittal ad effettuare le ispezioni dei commissari all'interno dell'azienda. Una decisione commentata negativamente anche da Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico: "Oggi ci sarà un incontro con l'azienda chiesto dei sindacati", ma sempre "oggi l'azienda ha vietato le ispezioni ai commissari. Credo sia un fatto gravissimo che dovrà avere un'adeguata risposta" ha detto il ministro a margine dell'inaugurazione dell'elettrodotto Terna Italia Montenegro.

La rabbia della sottosegretaria
Sulla vicenda interviene con fermezza la sottosegretaria allo Sviluppo economico ed esponente di Base Riformista, Alessia Morani: "Non consentiremo in nessun modo ad Arcelor Mittal di depredare la più grande impresa dell'acciaio italiana ed europea. Arcelor Mittal sta mettendo in atto azioni del tutto illegittime impedendo addirittura anche le ispezioni dei commissari. Sappiano che impediremo lo spegnimento degli altiforni perché l'ex Ilva è un patrimonio nazionale e nessuno deve permettersi di usarla per fare speculazioni".

Landini preme sul governo
"Su Ilva il Governo deve superare qualche ritardo. E soprattutto, se si chiede ad Arcelor Mittal di rispettare gli accordi sottoscritti, anche il Governo deve farlo". Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. "Con Uil e Cisl stiamo parlando delle iniziative comuni da intraprendere". "All'Arcelor Mittal, diciamo che ha avuto in affitto l'Ilva dopo aver vinto una gara e non può decidere ora di chiuderla dopo aver firmato accordi che prevedevano anche investimenti. Tra l'altro credo che non possa esserle neanche permesso". "Quando l'Arcelor prese in affitto l'Ilva, l'azienda stava bene e oggi non possiamo accettare che se ne vada così. Discutiamo sui tempi ma non sul disimpegno da Taranto, così come da Genova e Alessandria; in questa vertenza non sono solo in discussione migliaia di posti di lavoro, ma anche un'idea di sistema industriale. Con l'acciaio si fa tutto".
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