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ITALIA

Nave con quasi 1200 persone a Palermo

Sbarchi, centri di accoglienza al collasso. Il Viminale ai Prefetti: "Trovate subito 6500 posti"

I migranti continuano ad arrivare a migliaia su imbarcazioni di fortuna: sono già oltre 16mila dall'inizio dell'anno. Molti altri sarebbero pronti a partire dalla Libia. Solo ieri dieci morti. Testimonianze parlano di un uomo deceduto su un gommone e poi gettato in mare, dove sarebbe stato dilaniato dagli squali. Gentiloni: Triton insufficiente

Migranti soccorsi nel Canale di Sicilia
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Tutti i prefetti sollecitati dal Viminale ad individuare strutture di accoglienza sui loro territori per far fronte all’emergenza immigrazione: servono subito 6500 posti, anche con "provvedimenti di occupazione d'urgenza e requisizione", si legge in una circolare. I centri sono pieni, ma le partenze dal nord Africa continuano senza sosta. Decine di gommoni di fortuna carichi di disperati escono dai porti confidando nel mare calmo. I più fortunati, migliaia, vengono salvati dai soccorritori, ma c’è anche chi arriva in Italia solo morto. Nella giornata di ieri le vittime sono state dieci.

Gentiloni: Triton non basta
Sono tre i concetti su cui insiste il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a seguito della tragedia del mare, l'ennesima: Triton non basta, bisogna stabilizzare la Libia e poi un mea culpa che fa a nome dell'Italia. "Intervenimmo senza avere in mente cosa sarebbe successo - ha detto ai microfoni di Radio24 - seguendo un'iniziativa partita dalla Francia". 

Ieri dieci morti 
Negli ultimi quattro giorni nel Canale di Sicilia sono state soccorse quasi settemila persone. Una trentina solo ieri gli interventi da parte dei mezzi italiani, nonché di quelli Frontex impegnati nell'operazione Triton. Nove corpi senza vita sono stati recuperati dalla Guardia Costiera a circa 80 miglia dalle coste della Libia, nell'area dove si è capovolto un barcone; una decima vittima è stata recuperata su uno dei tanti gommoni raggiunti dai mezzi di soccorso.

Quasi 1200 migranti sbarcati a Palermo
In mattinata è arrivata a Palermo una nave militare con a bordo 1169 immigrati. Tra loro anche 55 bambini, e 298 donne, alcune delle quali in gravidanza. Provengono da Siria, Eritrea e Somalia. Si tratta del primo sbarco di migranti quest'anno nel capoluogo siciliano.

Morto su un gommone, la salma dilaniata dagli squali
La polizia di Ragusa intanto ha fermato il presunto scafista dello sbarco di ieri a Pozzallo. Si tratta di un uomo originario della Guinea. All'uomo non è contestato solo il favoreggiamento dell' immigrazione clandestina, ma anche la morte, derivante da altro reato, di un migrante deceduto durante la traversata dopo aver esalato benzina che era rovesciata per il mare mosso. La salma, hanno riferito testimoni, è stata gettata in mare e il corpo è stato dato dilaniato da squali che seguivano il gommone.

Oltre 500 vittime nel Mediterraneo dall'inizio dell'anno 
I soccorritori segnalano lo stato disastroso dei mezzi usati per tentare la traversata: gommoni e pezzi di legno legati alla buona che si sfasciano appena affiancati dalle motovedette dei soccorritori. Galleggianti più che imbarcazioni. Secondo le stime Unhcr, dall’inizio dell’anno le vittime nel Mediterraneo sono oltre 500, trenta volte in più rispetto allo stesso periodo del 2014.

Sistema di accoglienza al collasso 
In questi primi tre mesi e mezzo del 2015 gli arrivi hanno sfondato quota 16mila, numero che supera quello dello stesso periodo del 2014, anno record alla fine del quale si sono contati ben 170mila sbarcati. Il sistema di accoglienza è al collasso: sono già oltre 80mila le persone ospitate, di cui circa 14mila minori non accompagnati. Gli scenari sono preoccupanti se si pensa all'arrivo della bella stagione e ai numeri forniti da Frontex che oscillano tra 500mila e un milione di profughi pronti a partire dalla Libia.

La circolare del Viminale
Il ministero dell’Interno ha quindi allertato le Prefetture perché c’è bisogno di nuove strutture. In una circolare firmata dal prefetto Mario Morcone, direttore del Dipartimento Immigrazione, è stato chiesto di trovare subito 6500 posti. Vi si prevede che Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia e Campania mettano a disposizione 700 posti, 300 la Puglia, 250 il Lazio e le Marche. I restanti 1500 vanno divisi fra le altre Regioni. 

La posizione del governo 
La strada per frenare i flussi, secondo il premier Matteo Renzi, passa attraverso la stabilizzazione della Libia. Della difficile situazione del Paese il presidente del Consiglio ha discusso ieri a Palazzo Chigi insieme al ministro dell’Interno Angelino Alfano, a quello degli Esteri Paolo Gentiloni e a quello della Difesa Roberta Pinotti. In attesa di una tregua, la proposta messa sul tavolo dall'Italia - ma di non semplice attuazione - è quella di creare “safe harbours”, centri di raccolta profughi in Africa, nei Paesi di transito dei flussi per lo screening degli aventi diritto all'asilo ed un'equa distribuzione tra i 28 Stati Ue. L'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, ha auspicato una "partnership reale, non burocratica", tra Ue e paesi africani.

Opposizioni all'attacco
Intanto, infuria la polemica politica. "Quanti morti ancora - chiede il leader della Lega Nord, Matteo Salvini - per colpa degli ipocriti? Non so come facciano Renzi, Alfano e Boldrini a dormire sonni tranquilli con la strage continua di migranti, non capiscono che più ne partono e più ne muoiono?". Per i deputati M5S "l'immobilismo del governo e dell'Ue di fronte all'emergenza sbarchi nel Mediterraneo li rende complici indiretti di quei trafficanti che ogni giorno speculano sulla vita umana di migliaia di rifugiati, alimentando i cosiddetti viaggi della morte". Maurizio Gasparri (Fi) parla di "numeri da esodo" e accusa Alfano di essere "diventato il facchino dei clandestini".
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