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ITALIA

Università delle Marche

Migranti, lo studio: tutto quello che la maggior parte degli italiani crede di sapere è sbagliato

Una ricerca dell'Univpm mette in evidenza il gap tra realtà e percezione degli italiani rispetto al numero di immigrati e al loro peso in ambiti come la criminalità, il welfare e il mondo del lavoro

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C'è una forte attenzione a tutti i livelli sui flussi migratori, ma la "discussione non è sempre fondata su dati oggettivi, bensì piuttosto basata su convinzioni ideologiche che poco hanno a che fare con la realtà in cui viviamo". La riflessione della prof. Giulia Bettin è contenuta nella prolusione all'apertura ad Ancona del 50/o anno accademico dell'Università politecnica delle Marche ad Ancona, a cui hanno partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti.

Le cause del gap riscontrato sono attribuibili a "scarsa conoscenza", "convinzioni e pregiudizi". Nel lavoro "Il valore economico dell'immigrazione", la docente di Economia politica riporta i dati del sondaggio di Eurobarometro: gli italiani sovrastimano (+17%) la presenza di stranieri in Italia: 25% rispetto al reale 8,5%. Tre su quattro pensano che l'immigrazione peggiori la situazione della criminalità e la metà è convinta che gli stranieri tolgano lavoro agli italiani e che siano un peso per il welfare.

"Decenni di ricerche empiriche sull'impatto socio economico - spiega Bettini - consegnano un quadro ben diverso": dal 2013 il numero di stranieri è stabile sui 5 milioni e l'incidenza sulla popolazione è aumentata per il declino di quella italiana. Nel 2017, 115 mila italiani si sono cancellati dall'anagrafe per trasferirsi all'estero: un quarto erano giovani laureati. I dati 2018 della Fondazione Ismu parlano di 533 mila persone prive di regolare titolo di soggiorno: circa il 10% degli stranieri, mentre un italiano su due pensa che gli irregolari superino i legalmente residenti". Sul fronte lavoro "una vasta gamma di studi" mostra che "nella maggior parte dei casi la relazione tra forza lavoro nativa e immigrata è di sostanziale complementarità". Da tre anni l'incidenza di stranieri sugli occupati "è stabile al 10%". I pensionati stranieri sono l'1% su totali 16 milioni. Le uscite relative a stranieri ammontano a "17,5 miliardi di euro", conclude Bettin, e il saldo con le entrate, considerando anche fisco e contributi, è positivo per "1,7 miliardi di euro anche nel 2016, che ha visto lievitare i costi di accoglienza".
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