Original qstring: refresh_ce | /dl/rainews/articoli/impianto-embrioni-congelati-del-marito-morto-bologna-21ac0337-bd71-4a7d-af35-823649f24659.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Crioconservati da 19 anni

Bologna, sì del tribunale: impianto di embrioni congelati del marito morto 4 anni fa

La coppia aveva tentato la strada della fecondazione assistita nel 1996, prima delle Legge 40, poi non avevano più riprovato a causa di una malattia dell'uomo. Oggi il tribunale di Bologna accoglie il ricorso della donna che chiede di poterli impiantare dopo la sua morte.

Condividi
Lei, una 50enne di Bologna, concepirà un figlio che vedrà la luce quattro anni dopo la morte del marito. E' la conseguenza della decisione - la prima in questo campo - del Tribunale del capoluogo emiliano che ha accolto il ricorso di una donna che chiedeva di farsi impiantare gli embrioni del marito, congelati 19 anni fa. Dai giudici è arrivato l'ordine al Policlinico Sant'Orsola di provvedere immediatamente al trasferimento degli embrioni prodotti nel 1996.

Embrioni congelati prima della legge 40
La coppia, sposata dal 1998, due anni prima si era rivolta al centro di fecondazione assistita dell'ospedale. L'impianto non funzionò e otto embrioni vennero crioconservati. A causa di una malattia dell'uomo i due non riprovarono mai ma confermarono ogni anno, fino al 2010, la volontà di conservarli.

Nel 2011 la morte del marito e la richiesta dell'impianto
Determinata ad avere un figlio, la donna chiese di poter impiantare gli embrioni dopo la sua morte. Nonostante il nulla osta del comitato di bioetica dell'università, la direzione del Policlinico le ha negato la possibilità utilizzando un'interpretazione della Legge 40 secondo cui entrambi i genitori devono essere in vita.

La battaglia in tribunale
Nel 2013 la donna presenta il ricorso, rigettato dal tribunale. Poi il reclamo viene accolto dal collegio nel 2014, a dicembre: anche se l'ultima dichiarazione del 2010 del marito non si può considerare un "valido consenso" costituisce però "una manifestazione di volontà idonea ad escludere che gli embrioni siano in stato di abbandono". Vista l'età non più giovane della donna e la aleatorietà dei risultati - scrivono i giudici - non si può attendere gli esiti di un procedimento civile ordinario. E arriva il sì all'impianto. 

Cosa prevede la Legge 40
La Legge 40 del 2004 vieta la crioconservazione di embrioni - se non nel caso in cui la donna, dopo la fecondazione, non possa procedere all'impianto per gravi motivi di salute - e regola anche con linee guida le procedure di fecondazione intraprese prima della sua entrata in vigore. E' questo il caso della coppia: "in caso di embrioni crioconservati, ma non abbandonati, la donna ha sempre il diritto di ottenere il trasferimento". 
Condividi