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SCIENZA

Un'ipotesi suggestiva basata sullo studio del DNA

L'incesto causò l'estinzione dell'uomo di Neanderthal?

I paleoantropologi del Max Planck Institute hanno scoperto che tra i neanderthaliani, vissuti tra 200.000 e 40.000 anni fa, era frequente accoppiamento tra consanguinei

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di Stefano Lamorgese L'uomo di Neanderthal potrebbe essersi estinto a causa del frequente accoppiamento tra consanguinei. Una ricerca condotta dal dottor Kay Prüfer, del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, in Germania, porta proprio a questa conclusione.

I reperti studiati risalgono al tardo Pleistocene, vale a dire un'epoca compresa tra 126000 e 11700 anni fa. Appartengono a un sottogruppo di Neanderthaliani, i Denisovani, che vivevano in Siberia.

Un incesto preistorico
Il DNA studiato è stato estratto da un osso umano, appartenuto a una donna vissuta circa 50mila anni fa. L'analisi del reperto ha dimostrato che i genitori della donna erano strettamente imparentati tra loro, così come i nonni.

Il dottor Prufer spiega che "erano fratellastri con la madre in comune, oppure cugini di primo grado, o zio/zia e nipote o persino nonno/nonna e nipote". Insomma, la donna il cui ossicino è stato studiato era probabilmente frutto di quello che oggi noi chiamiamo: incesto.

Non si tratterebbe di un episodio casuale, tra i neanderthaliani, ma di una consuetudine. Perché quei nostri antichi predecessori vivevano in gruppi composti da un numero molto esiguo di elementi, una caratteristica che induceva ovviamente all'accoppiamento tra consanguinei anche molto vicini tra loro. Una prassi che, alla lunga, potrebbe essere tra le cause principali dell'estinzione di questa antica famiglia di ominidi.

Eredità genetiche 
Gli studi di paleoantropologia hanno dimostrato che - mentre i neanderthaliani hanno lasciato traccia nelle successive evoluzioni della specie umana in tutto l'umanità diffusasi al di fuori dell'Africa (il nostro attuale DNA contiene l'1,5-2,5% di quel patrimonio), il sottogruppo dei Denisoviani ha influito solo sulle popolazioni dell'Asia sudorientale e dell'Oceania. 

Neanderthaliani e Denisoviani - ha concluso il dottor Prufer - si sono certamente mescolati tra loro. Ma i Denisoviani recano tracce del DNA di un gruppo molto più antico, risalente addirittura a un milione di anni fa. Potrebbe forse trattarsi di un homo erectus, ma non ci sono ancora conferme scientifiche.
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