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POLITICA

Gianluca Meranda: "Sono io Luca dell'audio con Savoini"

Inchiesta fondi russi, sarà ascoltato dal Pm l'avvocato del Metropol

Ha un nome e cognome anche il secondo italiano che accanto a Savoini ha partecipato all'incontro all'hotel Metropol di Mosca per parlare di un affare sul petrolio. E adesso si chiede alla Lega di chiarire il ruolo anche di Claudio D'Amico che lavora negli uffici di Salvini. Il ministro dell'Interno: "Sono tranquillo. Non vado in Aula a parlare di fantasie"

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'Sono io Luca dell'audio con Savoini. Esce allo scoperto Gianluca Meranda, il legale che con una lettera a Repubblica, ha spiegato di essere uno dei due italiani che, accanto al presidente leghista dell'associazione Lombardia-Russia, ha partecipato all'incontro all'hotel Metropol di Mosca per parlare di un affare sul petrolio. "Ho visto Salvini, ma in occasioni pubbliche, chiarirà la vicenda con i magistrati", afferma Meranda. Intanto Salvini ironizza sull'inchiesta: "Mamma mia che vento! Speriamo che non arrivi dalla Russia", ma nel partito crescono i timori.

Meranda in procura
Con ogni probabilità sarà ascoltato nei prossimi giorni dalla procura di Milano Gianluca Meranda, l'avvocato dello studio legale internazionale 'Sqlaw' che ha svelato la sua presenza al vertice all'hotel Metropol di Mosca, durante il quale il presidente di Lombardia-Russia, Gianluca Savoini, e altri si sarebbero accordati su presunti finanziamenti russi alla Lega. Meranda che nella lettera spiega "di aver partecipato alla riunione del 18 ottobre 2018 a Mosca in qualità di General Counsel di una banca d'affari anglo-tedesca debitamente autorizzata al commodity trading ed interessata all'acquisto di prodotti petroliferi di origine russa", si è già detto "pronto a rispondere ai giudici sull'incontro".  

Salvini: "Non vado in Aula su fantasie"
"Parlo di vita reale. Lascio che le indagini facciano il loro corso, con la massima tranquillità". Così Matteo Salvini."Io vado in aula a parlare di cosa succede realmente, non di supposizioni e fantasia. C'è un'indagine? Viva l'indagine! Facciano in fretta", ha poi aggiunto il leader della Lega parlando con i giornalisti a Ferrara della vicenda dei presunti fondi russi alla Lega.

La lettera
"Ho partecipato alla riunione all'Hotel Metropol di Mosca e ho conosciuto Savoini...". Queste le parole scritte dall'avvocato internazionalista Gianluca Meranda e inviate come lettera a 'la Repubblica', con le quali Meranda racconta di essere stato presente al vertice del 18 ottobre 2018 a Mosca e sostiene di essere il 'Luca' delle intercettazioni al Metropol. "Gentile direttore in relazione a quanto apparso sulle vostre colonne, anche in data odierna ('Moscopoli - Petrolio e Tangenti'), desidero specificare quanto di seguito. Indicato come il 'banchiere Luca' nelle intercettazioni che riguardano l'inchiesta 'Moscopoli' - esordisce nella lettera -, sono in realtà  un avvocato internazionalista che esercita la professione legale da più di 20 anni tra Roma e Bruxelles, anche nel ramo del diritto d'affari". "Tra i clienti dello studio (gli obblighi di riservatezza impostimi dai codici deontologici di Roma e Bruxelles presso i quali sono iscritto mi impediscono di essere più specifico) figurano - scrive ancora Meranda -compagnie petrolifere e banche di affari italiane ed estere con cui quotidianamente e da molto tempo vengono intrattenuti rapporti fiduciari di natura esclusivamente professionale. Avendo riguardo alle vicende che vi preoccupano, specifico di aver partecipato alla riunione del 18 ottobre 2018 a Mosca in qualità di General Counsel di una banca d'affari anglo-tedesca debitamente autorizzata al c.d. commodity trading ed interessata all'acquisto di prodotti petroliferi di origine russa". "Confermo di aver conosciuto il dottor Gianluca Savoini e di averne apprezzato l'assoluto disinteresse personale nei pochi incontri avuti in relazione alle trattative - spiega l'avvocato nella lettera -. I restanti interlocutori all'incontro del 18 ottobre sono professionisti che a vario titolo si occupano di questa materia, esperti sia in compravendite internazionali, sia di prodotti specifici (oil products) che in quel momento erano oggetto del negoziato. Come spesso accade in questo settore, e nonostante gli sforzi delle parti, la compravendita non si perfezionò"

Luigi Zanda (Pd): "Salvini si dimetta"
Non è assolutamente opportuno, anzi è improprio, che Salvini continui a fare il ministro dell'Interno. Se in Gran Bretagna, in Francia, in Germania o in Spagna un ministro dell'Interno si trovasse coinvolto in una vicenda così nera e così equivoca, mi chiedo se rimarrebbe al suo posto un minuto di più". Così Luigi Zanda chiede le dimissioni di Matteo Salvini sul caso Russiagate, in una intervista a Repubblica.it. "E stupisce - prosegue Zanda - che Salvini non comprenda che spiegare in Parlamento, dimostrare che la registrazione è un atto ribaldo di Savoini e che né lui né la Lega c'entrano nulla, è nel suo interesse personale e politico. Salvini dovrebbe portare in giudizio Savoini, querelarlo e chiedergli i danni economici. Non dovrebbe tollerare che Savoini vada dicendo che non ci sono prove, che non ci sia stato un passaggio di soldi. Quando si fanno operazioni di questa natura, è chiaro che si fa il possibile per non lasciare in giro tracce"."L'Italia sta ricevendo dalla vicenda dei soldi di Mosca alla Lega un danno gigantesco. Lo sta subendo come sistema Paese. Il mondo internazionale della sicurezza sia a livello militare che a livello dei servizi segreti e delle polizie delle varie nazioni si basa - ricorda l'esponente dem - su accordi bilaterali o multilaterali tra i diversi organismi e i rispettivi ministri di riferimento come Salvini che è il ministro dell'Interno italiano. Va detto che il collante principale non sono gli accordi più o meno formali, quanto il rapporto di fiducia il quale garantisce, quando una notizia è riservata, per esempio un allarme sul terrorismo o sulla criminalità organizzata, che resti confidenziale passando da un Paese all'altro e non sia spifferata a terzi, magari alla Russia. Leggo che la Russia è sospettata da molto tempo di impicciarsi di elezioni e di equilibri politici in democrazie occidentali, a cominciare dagli Usa e dal Regno Unito". "Sono sicuro - conclude Zanda - che l'Italia, a cominciare da Salvini, sia stata messa in quarantena dalle cancellerie alleate. A noi d'ora in avanti verranno confidate solo le ovvietà e tenuto nascosto tutto il materiale sensibile".    

"Buzzfeed", Savoini era in delegazione
"Lunedì scorso, 16 luglio, Savoini faceva parte della delegazione di Salvini in veste di membro dello staff del ministro”. Lo scriveva il 17 luglio 2018 Gianluca Savoini in una email inviata a Buzzfeed che oggi il sito pubblica online. Il riferimento è alla visita di Salvini a Mosca del 16 luglio 2018, ma lo staff del ministro smentisce: “Savoini non era nella delegazione ufficiale del ministro dell’Interno partita dall’Italia. Idem il 17 e 18 ottobre 2018”, date della successiva visita a Mosca.

Dopo Savoini ecco D'Amico
"Fosse un uomo Salvini la smetterebbe di scappare dalle domande e di scaricare i suoi 'rappresentanti ufficiali' della missione a Mosca, con tanto di foto ricordo sulla piazza Rossa, e ci spiegherebbe chi è e quale ruolo ha avuto anche Claudio D’Amico, che non solo risulta responsabile dello sviluppo progetti dell’associazione Lombardia-Russia diretta da Savoini ma pare essere la stessa persona che lavora negli uffici del vicepremier leghista. D’altra parte la cifra della Lega è quella dell’ambiguità sui soldi: dai 49 milioni di euro sottratti agli italiani ai blitz nello spazza corrotti e nel decreto crescita per eliminare il divieto di finanziamenti esteri ai partiti. Adesso faccia chiarezza perché sul nostro Paese non possono gravare queste ombre pesanti, a questo punto è una questione di sicurezza nazionale". Così in una nota la deputata del Pd Alessia Morani, che ha presentato un’interrogazione urgente al ministro Salvini sulla presenza di D’Amico negli uffici di stretta collaborazione del vicepremier.      

Osvaldo Napoli (FI): Salvini non è accusato di nessun reato
"Il ministro dell’Interno Matteo Salvini non è accusato di nessun reato. Da quello che si legge sulle cronache, c’è invece un'inchiesta riguardante Gianluca Savoini, personaggio che da anni gravita nel mondo della Lega. Buon senso vorrebbe che la politica si astenesse dal trarre conclusioni giudiziarie su un’inchiesta ancora in corso. Sbaglia il ministro Salvini a definire 'ridicola' un’inchiesta appena agli esordi. Lasciamo che siano le carte a parlare, se e quando gli inquirenti avranno qualcosa da scrivere su quelle carte. L’esperienza dovrebbe insegnare che una strumentalizzazione in sede politica di una vicenda giudiziaria finisce sempre per ritorcersi contro chi l’ha promossa quando l’inchiesta dovesse risolversi in un buco nell’acqua", ha affermato Osvaldo Napoli di Forza Italia.     

Savoini a villa Madama, c'è un video
Putin che parla intorno ad una grande tavola di fronte a Matteo Salvini, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, nel corso della cena offerta in suo onore a Villa Madama dalla Presidenza del Consiglio. Sullo sfondo, in prima linea tra l'uditorio degli ospiti non seduti al tavolo, ascolta attentamente Gianluca Savoini. Il video, pubblicato su Facebook, è di Tatiana Vladimirovna Shumova, figura di spicco della cultura russa e promotrice dell'arte russa all'estero.  
   

Sensi: "Savoini rappresentante ufficiale di Salvini"
"Correva l’anno 2014 e Savoini e D’Amico venivano indicati da Salvini, in questa intervista tutta da leggere, come ‘my official representatives’, i miei rappresentanti ufficiali”. Lo scrive su Twitter il deputato del Pd Filippo Sensi, citando un’intervista del 17 novembre 2014 di Matteo Salvini al sito International Affairs. Sul colloquio campeggia una foto del leader della Lega sulla piazza Rossa con una delegazione leghista in cui compare Gianluca Savoini. Nello stralcio cui Sensi fa riferimento, Salvini dice: “La visita ha avuto più successo di quanto ci aspettassimo. Il nostro lavoro mirava a costruire sulla base di contatti creati negli scorsi mesi dai miei rappresentanti ufficiali Gianluca Savoini and Claudio D’Amico”.

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