MONDO

Segregata in un santuario

India, turista giapponese stuprata e sequestrata per un mese

Cinque arresti per il delitto avvenuto nello Stato di Bihar

Proteste contro gli stupri in India
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Sequestrata, segregata in uno scantinato e stuprata per quasi un mese di fila. La vittima dell'aggressione in India è una turista giapponese, tenuta rinchiusa nei pressi del santuario buddista Bodh Gaya, uno dei più sacri del Paese.

Raggirata e rapita
Stando a quanto ricostruito dalle autorità, la 22enne giapponese è stata avvicinata dagli uomini a Calcutta, poco dopo il suo arrivo, il 20 novembre scorso. I cinque l'hanno poi convinta a ritirare 1.200 dollari in contanti prima di andare con lei a visitare il santuario, nello Stato del Bihar. Qui la donna sarebbe stata consegnata a due fratelli, due guide turistiche, che l'avrebbero rinchiusa in un sottorraneo e stuprata ripetutamente, per oltre tre settimane. La donna è poi riuscita a fuggire e a raggiungere Varanasi, dove ha incontrato alcuni connazionali che l'hanno aiutata a contattare il consolato nipponico.

La banda che prende di mira turiste sole
Per il delitto sono stati arrestati cinque uomini: la banda è sospettata di prendere di mira turiste sole, offrendo loro assistenza nell'organizzare delle visite in note località turistiche. Il caso è venuto alla luce il 26 dicembre quando la donna di 23 anni ha denunciato il delitto attraverso il consolato giapponese.

Le violenze in India
Le violenze contro le donne continuano a dominare le cronache indiane e non sembrano rallentare nonostante le misure di sicurezza e le leggi più severe. Risale a poco meno di un mese fa lo stupro di una giovane donna su un taxi della compagnia americana Uber a New Delhi. Nella metropoli, secondo statistiche della polizia relative al 2014, ogni giorno vengono violentate cinque donne, mentre altre 10 sono vittime di molestie sessuali.
 
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