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ECONOMIA

L’inflazione nell’eurozona si ferma. Piazza Affari corre aspettando la Bce

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di Fabrizio Patti
Con una crescita dell'1,92% l'indice Ftse Mib apre la settimana con un progresso superiore a quello delle altre piazze europee, tutte in salita di oltre un punto. Fa meglio solo Atene, dove il nuovo ministro delle Finanze, Christos Staikouras,  ha promesso una riforma fiscale. L’indice Eurostoxx 50, che comprende i principali 50 titoli dell’Eurozona, segna +1,44 per cento.
 
La giornata era partita bene già in Asia, perché la banca centrale cinese ha rivisto la modalità per fissare i tassi di interesse sui prestiti e l'effetto atteso è quello di una riduzione degli stessi tassi di almeno un quarto di punto. La mossa viene letta come un tentativo di contrastare il rallentamento dell'economia, colpita dalla guerra commerciale con Washington. Il secondo fattore sono state proprio le parole del presidente Usa Trump, che in un tweet nella notte ha scritto: "Stiamo facendo molto bene con la Cina, e stiamo parlando!". Le borse di Shanghai e Hong Kong hanno chiuso in progresso di oltre il 2%, Shenzhen di quasi il 3.  
 
Le parole di Trump sono tra i motivi dell’apertura in rialzo di Wall Street. Dow 30 +1,14%, S&P 500 +1,18%, Nasdaq +1,48%, Come venerdì scorso, particolarmente buona la performance del settore dei semiconduttori.
 
Nell’Eurozona c'è stata un'accelerazione dopo il dato sull'inflazione nell'Eurozona. Più 1% a luglio rispetto a un anno prima, sotto le attese degli analisti (+1,1%) e inferiore al dato di giugno (+1,3%). Non è un dato positivo, così come non sono state positive oggi le previsioni della Bundesbank sul Pil tedesco del terzo trimestre. Tutto questo aumenta però le attese di mosse espansive da parte della Bce nella riunione del prossimo 12 settembre. La scorsa settimana il membro del board della Bce, Olli Rehn, aveva parlato di un intervento superiore alle attese dei mercati già a settembre.
 
Proprio la prospettiva di un intervento della Bce spinge i bancari a Piazza Affari, con l'indice di settore che sale dell'2,47%.
 
Questo in una giornata che aveva visto salire lo spread di 6 punti, fino a 214 punti base. Ora il differenziale tra il Btp e il Bund tedesco decennali è a 209 punti base, 2 solo in più di venerdì, con il rendimento del BTP decennale pari all'1,45% (+7 punti base) e quello del Bund a -0,64% (+5 punti base).
 
Aggiornamento 15.31
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