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POLITICA

Slitta Aula, domani il voto in commissione

Intercettazioni: raggiunto l'accordo nella maggioranza, c'è anche l'ok di Italia viva

Trovata la quadra su una mediazione tra la formula elaborata da Pietro Grasso di Leu e la volontà di Italia viva di non estendere le intercettazioni in modo indiscriminato

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La maggioranza ha raggiunto l'accordo sul tema intercettazioni. L'intesa è stata trovata su un sub emendamento all'emendamento del relatore. Sul testo figurano le firme di tutte le forze di maggioranza, compresa Italia viva.

Intesa grazie alla parola "rilevanti"
L'intesa all'interno della maggioranza sul tema intercettazioni è stato raggiunto sulla parola "rilevanti", inserita in un sub emendamento sottoscritto da tutte le forze che sostengono il governo, compresa Iv, che va ad integrare il testo dell'emendamento del relatore al decreto Intercettazioni, presentato nel pomeriggio e frutto di una lunga mediazione.

In sostanza, si limita la possibilità di utilizzare le intercettazioni per provare l'esistenza di un reato diverso da quelle per cui erano state disposte. L'emendamento del relatore interviene sulla proposta di modifica presentata dal senatore Leu Pietro Grasso, al centro di una difficile trattativa nella maggioranza, dopo il no dei renziani. Sono servite una serie di riunioni per sciogliere il nodo e solo con il sub emendamento c'è stato il via libera di tutta la maggioranza.

Tutto ha avuto inizio con l'emendamento Grasso che recepiva una recente sentenza della Cassazione e consentiva l'uso di intercettazioni come prova anche per reati diversi da quelle per cui erano state disposte, purché si trattasse di reati per i quali è consentito il ricorso a intercettazioni.

Una formulazione che non andava bene a Iv. Si è quindi giunti, dopo diverse trattative, al ritiro dell'emendamento Grasso e alla presentazione di un emendamento del relatore, che dispone: "I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli nei quali sono stati disposti, salvo che risultino indispensabili per l'accertamento di delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza e dei reati di cui all'articolo 266 comma 1 del codice di procedura penale". Ovvero, i reati gravi come contrabbando, pedopornografia, usura.

Ma per i renziani non era sufficiente, è stato quindi presentato un sub emendamento che restringe le maglie di utilizzo delle intercettazioni: oltre a "indispensabili" devono essere "rilevanti" per l'accertamento del reato.

Slitta Aula, domani il voto Commissione 
La commissione Giustizia del Senato ha fissato a mercoledì alle 9,30 il termine per presentare i sub emendamenti all’emendamento del relatore al decreto intercettazioni, mentre il voto inizierà alle 13,40 circa. 

D'Incà soddisfatto
"Oggi abbiamo lavorato molto e bene per raggiungere un accordo tra tutte le forze di maggioranza su un tema cruciale come quello dell'utilizzo delle intercettazioni. Sono soddisfatto del confronto avuto al tavolo sul dl intercettazioni dal quale è emersa una sintesi tra vari punti di vista e sensibilità che ci ha permesso di trovare una soluzione condivisa". Ha dichiarato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà.

Mirabelli: "Bene la sintesi"
"Quando si va oltre gli slogan e la maggioranza si confronta seriamente sul merito delle questioni per trovare davvero una soluzione, riusciamo sempre a trovare una sintesi importante. La vicenda intercettazioni lo dimostra ampiamente". Lo ha detto il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo del Pd.  

Conte. "In maggioranza dialogo costruttivo"
"Dai confronti di oggi è emerso un dialogo costruttivo, ognuna delle forze di maggioranza ha presentato proposte sui diversi temi trattati. Dobbiamo proseguire con questo spirito, sempre orientati a perseguire il bene comune, dando risposte concrete al Paese" con l'Agenda 2023. Lo scrive il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in un tweet al termine del tavolo di maggioranza sui temi della giustizia e dell'informazione. Le prossime tappe saranno già nelle prossime settimane, con la riforma dei reati agroalimentari e la riforma del Csm. 

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