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POLITICA

Deve essere convertito in legge entro il 29 febbraio

Intercettazioni. Ok Senato a fiducia con 156 sì. Provvedimento ora passa a esame Camera

Al via in Senato la chiamata nominale per il voto. Intanto resta sempre alta la tensione tra le forze politiche. Renzi: "Non è fiducia a ministro. Prossima settimana chiesto incontro a Conte"

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Il governo incassa la fiducia del Senato sul decreto Intercettazioni. I voti a favore sono 156, i voti contrari 118 e nessun astenuto. Il provvedimento, che deve essere convertito in legge entro il 29 febbraio pena la decadenza, passa ora all'esame della Camera. 

Tensione alle stelle durante le dichiarazioni di voto con le opposizioni che hanno parlato di un 'governo minato da un sabotatore di nome Renzi, indeciso e diviso su tutto" e le forze di maggioranza che hanno difeso il provvedimento. Leu ha sottolineato con Pietro Grasso - che il voto al decreto intercettazioni è "indirettamente anche un voto di fiducia sul ministro della Giustizia Bonafede, che ha dimostrato di saper tornare sui suoi passi, riflettere e" mettere in campo un'azione di "mediazione". Nel mezzo Italia Viva: "Insoddisfatta, ma che vota sì". E che con il leader Matteo Renzi, non presente al voto, ha polemizzato proprio con la formazione di Liberi e Uguali sostenendo che il voto "non è una fiducia al ministro". Ed ha  annunciato che la prossima settimana dovrebbe vedere il premier Conte per mettere la parola fine al teatrino di questi giorni.

Renzi: "Non è fiducia a ministro. Prossima settimana chiesto incontro a Conte"
Il leader di Italia Viva. Matteo Renzi sottolinea che il "decreto intercettazioni non è di fiducia a un singolo ministro". Poi ricorda che la settimana prossima ha chiesto un incontro, dopo uno scambio di messaggi, con il premier Conte per un chiarimento.

Cucca: Insoddisfatti, ma votiamo sì
"Italia Viva voterà favorevolmente per l'approvazione di questo provvedimento: non possiamo dirci pienamente soddisfatti per il contenuto per i motivi già manifestati". Lo ha detto Giuseppe Cucca, senatore di Italia Viva, in aula al Senato nel corso delle dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta dal governo sul decreto intercettazioni. "La non soddisfazione è emersa nel corso dei lavori della commissione contrariamente da quanto affermato ieri da qualcuno. Non è vero che durante gli importanti incontri di maggioranza Iv ha detto che c'era consenso unanime e dispiace che queste parole siano state dette da chi ha ricoperto anche cariche particolarmente elevate e avrebbe dovuto mantenere la verità delle cose e delle opinioni altrui", ha sottolineato Cucca facendo evidente riferimento all'intervento del senatore di Leu Pietro Grasso in aula al Senato ieri. 

Pd. "Testo equilibrato, grave atteggiamento Lega"
Oggi votiamo un testo che tiene insieme la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini mediante i più adeguati strumenti di indagine con l’altrettanto doverosa garanzia mediante i più adeguati strumenti di indagine con l’altrettanto doverosa garanzia dei diritti fondamentali degli indagati e degli imputati. Legalità e garanzia dei diritti: un punto di equilibrio. Lo stesso equilibrio non lo hanno dimostrato tutti. Non c’è stata responsabilità in tanti, troppi momenti. Penso ad alcuni atteggiamenti da parte di alcune forze della maggioranza e  penso all’occupazione della Commissione Giustizia da parte di un manipolo di senatori della Lega, che hanno impedito il regolare svolgimento dei lavori. In quel momento, la dignità di tutto il Senato è stata calpestata e questo è stato fatto usando in modo strumentale e vergognoso la protezione dei più deboli, delle vittime di pedopornografia! Mi auguro davvero che quei comportamenti vengano severamente sanzionati”. Così la senatrice del Pd Monica Cirinnà nel suo intervento in aula sul decreto intercettazioni.

Fdi: "Governo unito solo nell'impedire le elezioni"
"Fratelli d'Italia voterà contro la fiducia, contro un governo paralizzato dai litigi interni, indeciso su tutto, minato dall'opera di un sabotatore che ogni giorno non perde occasione per minare la credibilità del premier e della maggioranza dopo esserne stato il principale fautore". Lo ha detto  in aula al Senato Alberto Balboni, senatore di Fdi, durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo al decreto intercettazioni. "Gli italiani - ha proseguito Balboni - meritano di essere governati in modo molto diverso. Tutto vi divide tranne la volontà di impedire al popolo italiano di esprimersi sulla scelta di coloro che lo devono governare". 

Forza Italia: "Si potranno difendere solo i ricchi"
"La giustizia è e rimane un problema che, anche in questa sede, viene affrontato e risolto male. Il decreto legge in esame in particolare è un provvedimento che rende le intercettazioni uno strumento altamente invasivo, poichè le estende a coloro che esercitano un servizio pubblico. E non parliamo dei colletti bianchi. Parliamo di  bidelli, portalettere, farmacisti, cappellani militari, impiegati degli enti pubblici nei cui cellulari potrà essere inserito un sistema in grado di fare gli screenshot delle chat ogni tre minuti, realizzare video e recuperare foto, file e conversazioni. Siamo in un contesto in cui le difese e la tutela delle garanzie non esistono. E , cosa altrettanto grave, non si comprende o non si vuole comprendere che con questo decreto si crea una giustizia per ricchi. Dal momento che, secondo il dl, un avvocato ha a disposizione pochissimi giorni per ascoltare e verificare tutto ciò che registra un captatore informatico, significa che si può difendere solo chi ha i soldi per pagare uno studio attrezzato. Chi non ha possibilità economiche non potrà esercitare il diritto alla difesa. Insomma stiamo votando un provvedimento contrario a una giustizia uguale per tutti e a una giustizia accessibile a tutti, e che garantisce solamente chi se lo può permettere". Lo ha dichiarato la senatrice di Forza Italia, Fiammetta Modena, intervenendo in Aula sul decreto intercettazioni.

Leu: "Voto di oggi è anche di fiducia a Bonafede"
"Il voto di fiducia di oggi" sul decreto Intercettazioni "è indirettamente anche un voto di fiducia sul ministro della Giustizia Bonafede, che ha dimostrato di saper tornare sui suoi passi, riflettere e" mettere in campo un'azione di "mediazione", "senza minacce per ottenere un titolo in più sui giornali". Un "ottimo lavoro: considero questo decreto come il primo compiuto sforzo per riformare il sistema della giustizia penale del nostro paese. Per questo Leu conferma la fiducia posta dal governo". Lo ha detto in dichiarazione di voto nell'Aula del Senato, Pietro Grasso. 
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