Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/iran-ritiro-parziale-accordo-nucleare-6ed4edbe-a2b4-45cd-b8ba-e6cfd4f9b594.html | rainews/live/ | true
MONDO

Un anno dopo l'abbandono Usa dell'intesa

L'Iran minaccia di riprendere l'arricchimento dell'uranio

Il presidente Rohani: siamo stati costretti dagli Stati Uniti a ritirarci da parte dell'intesa sul nucleare.Trump: "Pressione funziona ma sono pronto a un negoziato". La Cina: l'accordo deve essere attuato

Condividi
L'Iran si è ritirato dagli impegni chiave dell'accordo internazionale sul nucleare del 2015, un anno dopo che gli Stati Uniti l'hanno abbandonato. Il presidente Hassan Rohani ha detto che Teheran manterrà scorte di uranio arricchito nel paese e non le spedirà all'estero. Ha anche minacciato di riprendere la produzione di uranio arricchito entro  60 giorni se i restanti partner del Piano comprensivo di azione (Jcpoa) non accetteranno di soddisfare le sue richieste in ambito petrolifero e bancario in risposta alle sanzioni Usa.   

L'importante accordo nucleare è stato concordato dall'Iran e dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU - Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Cina e Russia - più la Germania (il P5+1). Un anno fa il presidente Trump ha però annunciato il ritiro degli Stati Uniti dall'intesa.

Rohani: costretti al ritiro dagli Stati Uniti
"Teheran ha inviato lettere mercoledì a cinque membri del Piano comprensivo di Azione, notificando loro che l'Iran ha deciso di sospendere parzialmente i suoi impegni", ha detto il presidente Rohani. "Cinque lettere sono state inviate a nome mio ai capi dei Paesi che sono ancora membri dell'accordo nucleare iraniano". L'accordo sul programma nucleare iraniano era stato raggiunto ''nell'interesse del mondo e della regione'', ma i nemici dell'Iran hanno fatto pressioni affinché Teheran si ritirasse dal Piano comprensivo di Azione, ha proseguito Rohani in un discorso al Parlamento trasmesso in diretta dalla televisione di Stato in occasione del primo anniversario della decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall'accordo, l'8 maggio 2018.

Nuove sanzioni americane
Per tutta risposta Donald Trump ha imposto nuove sanzioni contro il settore "del ferro, dell'acciaio, dell'alluminio e del rame" dell'Iran per aumentare la pressione sul regime di Teheran e ha minacciato di prendere ulteriori misure se l'Iran non "cambierà radicalmente il suo atteggiamento". Le sanzioni arrivano a un anno dalla decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall'accordo sul nucleare iraniano e nel giorno in cui Teheran ha dichiarato di non volersi attenere ad alcuni degli impegni presi.

Trump: "Pressione funziona ma sono pronto a un negoziato"
"Grazie alle nostre azioni, il regime iraniano non può finanziare la sua campagna di violenza e terrore". Trump ha aggiunto, però, di essere pronto a "incontrare un giorno i dirigenti dell'Iran per negoziare un accordo e prendere le misure per dare all'Iran il futuro che merita".

Cina: l'accordo 2015 sul nucleare sia attuato
Immediata la reazione di Pechino. L'accordo sul nucleare dell'Iran siglato nel 2015 deve essere confermato e pienamente attuato: questa la posizione della Cina espressa dal portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, secondo cui "tutte le parti coinvolte hanno la responsabilità perché questo accada". 

Germania: Teheran rispetti l'accordo nella sua totalità
La Germania ha chiesto all'Iran di rispettare l'accordo sul nucleare. Lo ha detto il portavoce del Cancelliere tedesco Angela Merkel, Steffen Seibert, in una conferenza stampa a Berlino dopo che Teheran ha annunciato che sospenderà alcuni impegni.
"Vogliamo preservare l'accordo. Noi, gli europei, i tedeschi, daremo il nostro contributo e ci attendiamo che l'Iran rispetti l'accordo nella sua totalità", ha puntualizzato Seibert.
Condividi