MONDO

Necrologio su Dabiq

L'Isis conferma la morte di Jihadi John: "Ucciso in un raid aereo"

Il boia dell'autoproclamato "Stato islamico" eliminato da un drone americano a novembre 

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L'autoproclamato "Stato islamico" ha confermato che Jihadi John, il cosiddetto "boia dell'Isis", è stato ucciso in un raid aereo. La notizia della morte era stata diffusa all'inizio dell'anno dai media americani secondo cui il jihadista era stato colpito a morte da un drone Usa durante un raid effettuato sulla città di Raqqa, in Siria.

Il boia dell'Isis in realtà si chiamava Mohamed Emwazi ed era diventato uno degli uomini più ricercati al mondo.

Nell'ultimo numero di Dabiq, la pubblicazione in inglese dell'Isis, 'Jihadi John' è ricordato con un vero e proprio necrologio, accompagnato da una foto, nel quale viene chiamato Abu Muharib al-Muhajir. Nell'articolo si racconta che la madre del boia era yemenita e che lui era cresciuto a Londra, "un luogo che odiava come odiava i suoi infedeli abitanti". 

Mohammed Emwazi era uno degli uomini più ricercati al mondo, da quando comparve la prima volta in video nell'agosto del 2014 per annunciare la decapitazione del giornalista americano James Foley. Seguirono i filmati delle macabre uccisioni di un altro giornalista Usa, Steven Sotloff, del cooperante americano Abdul-Rahman Kassig, dei britannici David Haines e Alan Henning e del giornalista giapponese Kenji Goto. Lo scorso novembre la notizia che un drone americano lo aveva colpito a morte a Raqqa, in Siria. Nessuna conferma ufficiale è mai arrivata né da Washington né da Londra, anche se il Pentagono dichiarò che c'era la "ragionevole certezza che Jihadi John è morto" e il premier britannico David Cameron si affrettò a dire che l'attacco vicino alla roccaforte di Raqqa è stato uno sforzo congiunto di Regno Unito e Stati Uniti. 
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