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MONDO

Lo riferisce il quotidiano Haaretz

Gaza, gran parte delle truppe di Israele ha lasciato la Striscia

Non c'è ancora, tuttavia, l'ordine ufficiale della fine delle operazioni. Bombardata una scuola dell'Onu a Rafah: 10 le vittime tra bambini e donne. Nell'attacco ucciso anche un membro dello staff dell'Onu. Intanto dalla Germania giunge una rivelazione: Kerry sarebbe stato spiato dai servizi segreti israeliani nel 2013

Devastazione a Gaza (Ap)
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L'esercito israeliano ha ritirato la maggior parte delle proprie truppe da Gaza. Lo dice il quotidiano on line Haaretz sottolineando che l'operazione avviene senza che sia stato emesso nessun ordine ufficiale per mettere fine all'operazione 'Margine Protettivo'. In un tweet, il portavoce militare Peter Lerner dice che l'operazione va ora verso una "prossima tappa". In mattinata l'esercito di Israele - aveva annunciato il portavoce delle forze armate - aveva iniziato il ritiro delle forze di terra dalla Striscia di Gaza. Il portavoce aveva aggiunto che si sarebbe trattato di un ripiegamento parziale delle forze di terra. Un'altra parte, aveva spiegato, sarà ridispiegata altrove all'interno della Striscia. In precedenza, media internazionali avevano segnalato il passaggio di tank e di truppe verso il confine.

Der Spiegel: Kerry spiato dai servizi israeliani
​Intanto, secondo il periodico tedesco Der Spiegel, sembrerebbe che il segretario di Stato Usa, John Kerry, sia stato spiato dagli agenti del Mossad israeliani durante i negoziati di pace con l'Anp in Medioriente nel luglio 2013.

Negoziati in tre fasi
Dal punto di vista diplomatico, prevedono fonti vicine alla parte egiziana citate dal sito del quotidiano governativo Al-Ahram, i negoziati del Cairo con mediazione egiziana si articoleranno in "tre fasi". Nella prima fase dovrà essere raggiunto un accordo "tra le fazioni palestinesi sull'iniziativa egiziana", accordo annunciato come trovato e ora al vaglio del mediatore egiziano. Nella seconda fase sono previsti "negoziati indiretti con Israele (per ora chiamatosi fuori dai colloqui) attraverso mediatori egiziani per raggiungere un cessate il fuoco o una tregua"; e infine ci dovrebbero essere "negoziati sulle questioni rimanenti, incluso l'accesso a Gaza" tramite il valico di Rafah. 

Attacco a scuola Onu a Rafah 10 morti
E sempre a Rafah questa mattina c'è stata un'esplosione nelle immediate vicinanze di una scuola dell'Unrwa, l'agenzia Onu che opera nei Territori, ha provocato la morte di 10 palestinesi, quasi tutti donne e bambini. La scuola forniva rifugio a circa 3mila persone. Secondo testimoni un drone israeliano ha attaccato due presunti miliziani in sella a una motocicletta in transito, ma diverse altre persone sono state investite dalla esplosione. Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni, un missile sparato da un caccia israeliano ha colpito l'ingresso della scuola, dove si trovava un gruppo di bambini e adulti che compravano caramelle e biscotti dagli ambulanti. Nell'attacco sarebbe rimasto ucciso anche un membro del personale delle Nazioni Unite. 

Gli israeliani ammettono responsabilità
L'esercito israeliano "ha colpito terroristi della jihad islamica a bordo di un motociclo vicino ad una scuola dell'Unrwa a Rafah nel su della Striscia di Gaza". Lo ha detto un portavoce dell'esercito riferendosi ai colpi di oggi vicino alla scuola dove sono rimaste uccise 10 persone.

Continuano i raid israeliani
Questa mattina 35 palestinesi sono rimasti uccisi in seguito ai nuovi raid israeliani sulla Striscia di Gaza, secondo quanto rendono noto fonti di soccorso locali. Media europei avrebbero confermato una trentina di vittime. L'esercito israeliano ha avvisato su "un incidente di sicurezza" nell'area di Zikim, area israeliana vicino al confine nord della Striscia. Lo scrivono i media secondo cui ai residenti è stato ordinato di chiudersi in casa. Stesso ordine è stato dato in passato nell'eventualità di infiltrazioni da tunnel da Gaza in territorio israeliano. E altri tre miliziani palestinesi sono stati uccisi da una cannonata israeliana, pochi istanti dopo che erano emersi da un tunnel e mentre si accingevano a sparare un razzo anticarro contro un'unità della brigata di fanteria Ghivati. Lo riferisce il sito web Ynet, che non precisa ancora dove sia avvenuto questo episodio. 

Tel Aviv lancia l'allerta nelle località vicino alla Striscia, 55 razzi verso Israele
Israele ha lanciato a più riprese un'allerta sicurezza nelle località vicino alla Striscia di Gaza per paura del lancio di razzi palestinesi. Agli abitanti dei villaggi è stato ordinato di chiudersi in stanze protette. Le forze di sicurezza sono poi impegnate in ispezioni per verificare che non ci siano state infiltrazioni degli uomini di Hamas. Oggi sono stati oltre 55 i razzi lanciati da Gaza verso Isarele e a Tel Aviv, intorno alle 16 sono state udite 2 esplosioni: molto probabilemte sono stati intercettati dei razzi da Iron Dome, il sistema antimissile israeliano.

I funerali del soldato rapito
Migliaia di persone giunte da tutto Israele hanno partecipato, a Kfar Saba (vicino a Tel Aviv), ai funerali di Hadar Goldin, il soldato 23enne dato per rapito da Hamas venerdì scorso e poi riconosciuto come caduto in combattimento. Prima del funerale il premier Benyamin Netanayhu ha telefonato alla famiglia per esprimere le proprie condoglianze, mentre il ministro della difesa Moshè Yaalon  - lontano parente del caduto - ha partecipato alle esequie. Le spoglie del militare sarebbero state recuperate in un tunnel di Hamas a Rafah. 

Il premier: "Obiettivo neutralizzare i tunnel"
"L'esercito israeliano continuerà ad agire a tutta forza" a Gaza "fino al completamento della sua missione". Così il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu aveva esordito ieri sera in conferenza stampa, dopo che erano circolate le prime voci sul ritiro delle truppe. Netanyahu ha assicurato: "l'esercito si dislocherà secondo le esigenze di sicurezza". Nel suo discorso alla nazione il premier ha sottolineato che Israele intende "rischierare" le sue truppe di terra inviate nella Striscia di Gaza non appena completata la distruzione dei tunnel di Hamas. L'operazione "confine protettivo" quindi continua con lo scopo di neutralizzare i tunnel e "riportare la pace a sud per lungo tempo".  

La replica di Hamas
Per Hamas, l'eventuale ritiro delle truppe israeliane non cambia nulla. Non "ci vincola ad alcunchè", avevano fatto sapere in precedenza, ma anzi, aveva aggiunto, "continueremo a combattere Israele". Questa la nuova minaccia del portavoce del movimento di resistenza islamico, Sami Abu Zuhri, dopo l'inizio del ritiro di parte delle truppe e la conferma di Netanyahu che, dopo "la distruzione dei tunnel...le truppe saranno rischierate", oltre confine, ma pronte a ritornare se verrà nuovamente minacciata la sicurezza degli israeliani.

Hamas arrivata al Cairo 
Una delegazione di Hamas e della Jihad islamica è arrivata intanto al Cairo per colloqui sulla tregua, ai quali non partecipa Israele e che saranno condotti attraverso la mediazione dell'Egitto e degli Stati Uniti. Al Cairo si trova già da ieri una rappresentanza dell'Olp del presidente Abu Mazen: Azzam Al-Ahmed, componente del comitato centrale di Fatah e consigliere del presidente dell'autorità palestinese Abu Mazen; Maged Faraj, anch'egli di Fatah (il maggiore partito dell'Olp), un generale a capo dell'intelligence palestinese; Kees Abdel Karem del Fronte democratico per la liberazione della Palestina (Fdlp); e Basem Al-Salhi del Partito popolare palestinese. Indiscrezioni venerdì davano in arrivo anche Maher Taher, del Fronte popolare di liberazione della Palestina (Fplp), che per ora però non è arrivato. Il numero due di Hamas, Mussa Abu Marzuk, è già in Egitto, a Ismailia, dove risiede. 

1.730 morti nella Striscia
Il numero delle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza è salito a 1.730 dall'inizio dell'intervento militare. Per la maggior parte sono civili. Sessantasette le vittime israeliane, tra cui tre civili. Oltre 3.112 i razzi lanciati contro Israele dall'8 luglio scorso, 84 nella giornata di ieri.
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