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MONDO

Il personaggio

El Chapo Guzmán, dai cunicoli dove si nascondeva all'hotel in cui è stato trovato con l'amante

Con la sua cattura, si chiude un'epoca. Era il re del narcotraffico e su di lui pendeva una taglia da 5 milioni di dollari

Joaquín "El Chapo" Guzmán
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di Carlotta Macerollo La loro vita è lussuosa e nascosta, pervasa di violenza e di vizio. Tutto gira intorno alla droga, ai soldi e a quel perverso meccanismo che lega il Messico e la sua polvere bianca agli Stati Uniti, che di quella polvere non possono proprio fare a meno. I narcos sono figure mitiche, protagonisti di infinite canzoni popolari e spesso hanno ispirato scrittori per la crudezza delle loro vite e l'efferatezza dei loro crimini. Ma se per un lettore appassionato questi racconti sono terreno fertile per l'immaginazione, per le autorità e la polizia sono cruda realtà da estirpare. E per Joaquín "El Chapo" Guzmán, leader del cartello di Sinaloa, una delle più importanti organizzazioni di narcotrafficanti messicani, i soldati della marina messicana e gli agenti della Dea (Drug Enforcement Administration) americana ci sono riusciti. 

El Chapo Guzmán, "nemico pubblico"
Guzmán è stato arrestato nella città di Mazatlan, nello stato di Sinaloa, sulla costa nord-occidentale del Messico. L'arresto è avvenuto senza sparare un colpo. Guzmán è stato trovato in compagnia di una donna. Nel 2013, la commissione anticrimine di Chicago, una dalle città degli Stati Uniti dove arriva gran parte del traffico di droga messicano, aveva dichiarato Guzmán "nemico pubblico numero uno", come Al Capone 80 anni fa.

"Il piccoletto"
Guzmán è soprannominato "El Chapo" che significa "il piccoletto" per via della sua statura, un metro e 67 centimetri. Venne arrestato per la prima volta nel 1993 in Guatemala, ma nel 2001 riuscì a corrompere alcuni agenti della prigione messicana dove era detenuto e a fuggire nascosto in un carrello della lavanderia. E' considerato il narcotrafficante più ricco del Messico e dal 2009 è inserito nella lista stilata da Forbes delle cento persone più potenti del mondo. Il cartello di Sinaloa è ritenuto il responsabile del 25 per cento di tutte le importazioni di marijuana, cocaina e metanfetamine che arrivano negli Stati Uniti.

Le tante fughe
Nel corso degli anni è sempre riuscito a sfuggire alla cattura grazie alla sua capacità di corrompere giudici, funzionari locali e poliziotti. I suoi rifugi, sparsi nello stato di Sinaloa, erano spesso collegati gli uni con gli altri da una rete di tunnel e protetti da porte d’acciaio in grado di rallentare gli agenti mentre Guzmán fuggiva nei sotterranei.

Narcos, una guerra da 15mila morti l'anno
Per decenni il Messico è stato un "tranquillo" corridoio della droga che collegava il Sudamerica al mercato statunitense. Nel 2006 alcune dinamiche politico-economiche hanno mutato il volto di quello che prima era un "normale" passaggio trasformandolo in un luogo di guerra civile. Guerra che dal 2006 ha mietuto oltre 50mila vittime, con persone massacrate, corpi ritrovati mutilati, decapitati, senza braccia né gambe, appesi ai ponti per marcare il territorio con la violenza più spietata. Tutto per la rivalità tra i cartelli, i più potenti sono i Los Zetas e i Sinaloa. I dati più recenti del sistema giustizia messicano parlano di circa 121mila narcos detenuti, di cui poco più di 8mila condannati.
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