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MONDO

Gentiloni: "Da Ue polemiche inutili, a Roma c'è un governo nel pieno dei poteri"

Tensioni Ue-Italia, Bruxelles: a Roma manca un interlocutore, troppi malintesi

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker venerdì avrebbe perso la pazienza, spiegano fonti Ue, a causa di troppi malintesi nati perché Bruxelles non ha un interlocutore per dialogare con Roma sui dossier più delicati. Padoan a Juncker: "Nessuna volontà di offesa da parte del governo italiano"

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C'è preoccupazione nei piani alti delle istituzioni europee per i rapporti con l'Italia. Jean-Claude Juncker era e resta amico del premier italiano Matteo Renzi ed il miglior alleato dell'Italia. Il presidente della Commissione europea però venerdì scorso avrebbe perso la pazienza a causa di troppi malintesi, nati perché Bruxelles lamenta l'assenza di un interlocutore per dialogare con Roma sui dossier più delicati.

Mogherini, su economia e migranti Roma-Bruxelles insieme
Gli interessi dell'Italia e dell'Unione europea "coincidono" e "in particolare sulla flessibilità in campo economico e sull'immigrazione l'Italia e la Commissione lavorano per raggiungere gli stessi obiettivi". Lo ha detto l'alto rappresentante della politica estera Ue Federica Mogherini rispondendo a una domanda sulla polemica Roma/Bruxelles al termine del Consiglio dei ministri degli Esteri.

Le lamentele di Bruxelles: Italia poco presente
A riferire le ragioni profonde della tensione tra Bruxelles e Italia è l'agenzia Ansa, che cita fonti europee. I problemi di comunicazione con le capitali - avverte l'Europa - possono diventare problemi politici. 

In sostanza, lamenta Bruxelles mentre i governi francese, tedesco, spagnolo, polacco, britannico mantengono contatti costanti con la Commissione (al livello di gabinetti) attraverso i loro "sherpa", e i leader di questi paesi parlano al telefono con Juncker fino a tre-quattro volte alla settimane, il governo Italiano sarebbe stato poco presente. Insomma l'Italia non ha cercato, come fanno gli altri, di risolvere le grandi questioni aperte con la discussione e la volontà di capirsi reciprocamente.

Ue: da stampa italiana affermazioni inaccurate o false
I vertici Ue lamentano anche ipotesi, affermazioni e conclusioni della stampa nazionale italiana definite  inaccurate o del tutto false: come il fatto che Juncker sarebbe un uomo della cancelliera tedesca, Angela Merkel, pro-Germania, o pro-austerità e pro-rigore finanziario riguardo alle politiche di bilancio. Juncker non deve certo la sua elezione alla Merkel, che l'ha sostenuto sollo alla fine "obtorto collo". Non è stato appoggiato dalla cancelliera nel Ppe quando si presentò come leader candidato alla presidenza della Commissione, e anche dopo la vittoria alle elezioni europee del maggio 2014, Merkel fece capire che avrebbe preferito un altro al suo posto, e fu duramente criticata dalla stampa tedesca per questo.

Le polemiche sull'immigrazione
La Commissione capisce ancora meno le ragioni della polemica sulla politica dell'immigrazione, per la quale l'Esecutivo Ue sta praticamente seguendo l'agenda italiana (in particolare con le "relocation"), si fa notare a Bruxelles. Anche la lettera di messa in mora all'Italia per la lentezza dell'attuazione del dispositivo l'identificazione e registrazione degli immigratiirregolari e richiedenti asilo (gli "hotspot"), la Commissione non si aspettava le reazioni virulente di Roma, visto che una lettera simile è stata inviata a diversi altri paesi. 

Flessibilità e austerità
E' difficile sostenere anche che sia favorevole all'austerità, Juncker: quand'era al governo lussemburghese sostenne la prima riforma del Patto di Stabilità (voluta da Francia e Germania, per renderlo meno "stupido", come disse l'allora presidente della Commissione, Romano Prodi); e l'anno scorso ha introdotto le famose clausole di flessibilità per i bilanci pubblici (una sorta di "circostanze attenuanti" ai paesi che deviano  temporaneamente dal percorso di riduzione del deficit, se fanno investimenti pubblici e riforme strutturali). Il presidente della Commissione ha anche aperto alla possibilità di considerare fuori dal deficit la spesa pubblica straordinaria per affrontare la crisi migratoria (considerata come "evento eccezionale").

Sono tutte forme di flessibilità che l'Italia sta sfruttando in pieno con le leggi si Stabilità, che Bruxelles ha approvato
contro il parere della Germania, e che in più ha accettato fossero anche cumulabili. In più, ricordano a Bruxelles, l'Italia è il paese che più sta finanziando progetti con gli investimenti del "piano Juncker",  per il quale, va ricordato, grazie a una decisione della Commissione si possono impiegare fondi pubblici che non sono considerati ai fini del rispetto del Patto di stabilità.

Il nervosismo di Juncker
Il presidente della commissione Ue, alla conferenza di inizio anno a Bruxelles aveva attaccato il premier Matteo Renzi: "Ha torto a vilipendere la commissione Ue", aveva detto Juncker. E aveva aggiunto: probabilmente "a fine febbraio mi recherò in Italia, perché l'atmosfera tra l'Italia e la Commissione non è delle migliori".

Poi un altro affondo. "Sono stato molto sorpreso - ha proseguito - che alla fine del semestre di presidenza italiana Renzi abbia detto davanti al Parlamento che è stato lui ad aver introdotto la flessibilità, perché sono stato io, io sono stato". 

Renzi: stop a polemiche assurde. Padoan: nessuna volontà di offesa​
"Stop alle polemiche assurde", aveva detto il premier Renzi. "L'Italia deve farsi sentire e far capire, con la gentilezza che le è propria, che è finito il tempo in cui ci telecomandavano da fuori", aveva osservato. "L'Europa - ha aggiunto - non può essere soltanto un pacchetto di regole che ci troviamo a dover seguire, è un grande ideale o non è. E' il tentativo di fare di questa parte del mondo un faro di civiltà e bellezza e non un'accozzaglia di regolamenti". E ancora: "Non ci facciamo intimidire. L'Italia merita rispetto". 

Una replica era arrivata anche dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che aveva cercato di ridimensionare lo scontro: da parte dell'Italia non c'è nessuna volontà di offesa.

Gentiloni: da Bruxelles polemiche inutili
Sulla questione torna oggi anche il ministro degli Esteri  Paolo Gentiloni. "Credo che francamente da Bruxelles siano arrivate delle polemiche che io considero inutili. Noi non partecipiamo a polemiche inutili. Teniamo alle nostre posizioni". Così il ministro al suo arrivo al Consiglio degli Esteri Ue ha risposto a chi gli chiedeva un commento sulle parole del presidente della Commissione europea. "A Roma c'è un governo nel pieno dei suoi poteri", aggiunge Gentiloni , "penso che la situazione in Europa sia molto delicata sia sul fronte economico che sul fronte migratorio, credo che vada affrontata senza accenti polemici come quelli che ho sentito da Bruxelles nei giorni scorsi".
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