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SPORT

Fabio Paratici: "Maurizio è sempre stata la prima scelta"

Maurizio Sarri si presenta in casa Juventus

Sarri: "La Juve è il coronamento di una lunga carriera. Napoli? Ho rispettato tutti". Il neo allenatore bianconero è stato presentato alla stampa: "La Champions è un sogno da inseguire con determinazione, ma con coefficiente di difficoltà mostruoso"

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di Marco Rossi Il giorno della presentazione di Maurizio Sarri alla Juve è arrivato. All'Allianz Arena, aria rilassata, impeccabile divisa sociale e tanta voglia di parlare per l'ex tecnico di Napoli e Chelsea.        
                                        
Così il nuovo allenatore bianconero: "L'offerta della Juve, la società più importante d'Italia, è il coronamento di una carriera lunghissima, che nell'80% del  percorso è stata difficilissima. Ho rispettato tutti, anche la mia professionalità e il mio percorso. Da bambino ero  tifoso del Napoli e lì ho dato tutto, dal punto di vista professionale e morale. Ho preferito andare all'estero, per non passare subito a un'altra italiana. Mai visto una società così determinata a prendere un allenatore: tutti compatti nel venire verso di me". 

Sarri parla anche del campo e delle prospettive della 'sua' Juventus. "Allegri mi lascia un’eredità pesante. Vincere nei prossimi 5 anni quello che ha vinto Allegri negli ultimi 5 non è facile. Arrivo con scetticismo come ovunque. Sempre avuto tifosi scettici all’inizio. Vengo dall’altra parte, è giusto che in questa fase ci sia scetticismo. Poi ci sta un solo modo per superarlo che è vincere e convincere. La Champions? Mi aspetto di alzarmi la mattina e studiare il modo di vincere le partite. È un sogno, un obiettivo da perseguire in ogni modo, ma con un coefficiente di difficoltà mostruoso".

Poi Sarri torna ancora sul suo recente passato: "Per tre anni ho vissuto svegliandomi la mattina con l'obiettivo di battere la Juventus. Il Napoli era l'alternativa più credibile. Ci riproverei, lo rifarei: ho dato il mio 110%, non ci siamo riusciti. E' stata una rivalità sportiva, ma è finita. Quello che ho fatto posso averlo fatto con modi sbagliati, ma penso sia intellettualmente apprezzabile. Quando uscirò dal San Paolo saprò che se mi applaudono sarà un atto di amore e se mi fischieranno sarà un atto d'amore. Uscirò volendogli bene come prima in un caso come nell'altro. Al Chelsea ho allenato giocatori molto forti, con Ronaldo siamo al top mondiale, sarà un'emozione allenarlo e mi piacerebbe aiutarlo a raggiungere altri record. Alla Juventus ho visto giocatori molto uniti, compatti e questo è molto importante, mi è piaciuto molto questo atteggiamento. Volevo parlare con due o tre giocatori per condividere. Nelle imposizioni ci credevo 20-30 anni fa, ora l'età mi insegna che bisogna andare a condividere. Ne parleremo con Fabio (Paratici) .Voglio cominciare a capire quello che pensano di se stessi e delle proprie caratteristiche i singoli giocatori, partendo da quelli più importanti". 

Al nuovo tecnico fa eco il direttore sportivo Paratici: Maurizio Sarri è  "in questo momento l'allenatore migliore, il più adatto, alla Juventus, come lo erano negli anni passati Conte o Allegri". Così il responsabile dell'area tecnica bianconera spiega la decisione di puntare sull'ex Napoli e Chelsea per il dopo Allegri. Ma Sarri era la prima scelta? "Assolutamente sì", aggiunge  l'alto dirigente bianconero, seduto al fianco di Sarri: "Cambiare tecnico? Non c'entrano il  gioco e i risultati. Abbiamo pensato di cambiare perché temevamo che l'alchimia tra l'allenatore, la squadra e i tifosi potesse affievolirsi un po'". 

Intanto da Napoli arrivano le stilettate del presidente De Laurentiis:  "Sarri sta sempre in tuta, urla e bestemmia, vorrei proprio capire come si adeguerà allo stile della sua nuova squadra". Poi ancora: "La  differenza tra Sarri e Ancelotti? Il primo è un uomo da stadio, da curva, uno che piace ai tifosi, Ancelotti è invece un aziendalista. Sarà ancora più  bello vedere quando Ancelotti batterà la Juventus sul campo".  Insomma si preannuncia una stagione frizzante.    
  
 
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