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MONDO

Nel giorno delle celebrazioni due turisti si salvano da un attentato

Kenya: 50 anni di indipendenza

Mentre il Paese festeggia l'indipendenza dal Regno Unito con concerti ed eventi pubblici a Mombasa, cuore del turismo kenyano, viene lanciata una granata contro un'auto di turisti. Nessun ferito

Celebrazioni Indipendenza del Kenya
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Kenya È iniziato con un attentato il 50esimo anniversario dell’indipendenza del Kenya. A Likoni, poco lontano da Mombasa, due turisti sono scampati ad un attacco: mentre erano sulla loro auto sono stati colpiti da una granata che però non è esplosa. Il capo della polizia Robert Kitur ha fatto sapere che “le misure di sicurezza sono state rafforzate” e che “non è detto che ci sia un legame con le celebrazioni in corso”.
 
Secondo alcuni testimoni – intervistati dal quotidiano Daily Nation – a lanciare la granata sarebbe stato un uomo solo.
 
Le località turistiche nel mirino degli islamisti
I bar, le discoteche e le chiese di Likoni, Mombasa e Malindi sono da anni nel mirino degli estremisti islamici, molto prima della strage di Westgate. Nel 2011, due turisti vennero rapiti dai miliziani somali di Al Shabaab sull'isola di Lamu. Solo nel 2013 le partenze verso il Kenya sono calate del 15 percento.

Festa nazionale
Il 12 dicembre del 2013 il Kenya celebra il 50esimo anniversario dell’indipendenza dal Regno Unito. E’ festa nazionale: scuole, uffici pubblici e banche sono chiuse, questo sito – dove c’è anche una linea del tempo con la storia del Paese – mostra tutti gli eventi in programma, dai fuochi d’artificio alle celebrazioni ufficiali. L'inizio mercoledì a mezzanotte, con l'alzabandiera agli Uhuru Gardens di Nairobi (Uhuru in Swahili significa libertà ed è anche il nome dell'attuale presidente, figlio del padre della Patria, Jomo Kenyatta). Riprendendo la retorica anticoloniale, mai del tutto dismessa, il presidente ha chiesto ai partecipanti di onorare i combattenti Mau Mau, il movimento kikuyu che negli anni 50 venne soppresso brutalmente dall'amministrazione coloniale. 
Al concerto di Nairobi di giovedì sera sono attese più di 60 mila persone. Su Twitter si possono seguire i commenti con l'hashtag #KenyaAt50

E’ sicuro di voler affrontare tutto questo?
Sono le parole del Principe Filippo a Jomo Kenyatta – padre della Patria e primo presidente del Kenya indipendente – quando per l’ultima volta viene ammainata la bandiera britannica. In questo video di 50 anni fa si può vedere la cerimonia cjhe incorona Kenyatta come nuovo leader. Colonia britannica dal 1985, da quel giorno il Kenya iniziava la sua storia come stato indipendente dopo una guerriglia durata anni.

Gli ultimi mesi: Westgate e la sicurezza
L'opinione pubblica kenyana è molto provata e teme per la sicurezza. In agosto c'è stato un incendio all'aeroporto Jomo Kenyatta, in settembre l'assalto a Westgate da parte di Al Shabab. La vita quotidiana è costellata da aggressioni e rapine, la fiducia nei pubblici ufficiali è minata dalla corruzione dilagante. 

Le accuse alla Corte Penale Internazionale
Il presidente Uhuru Kenyatta e il suo vice William Ruto sono i primi capi di Stato in carica ad essere perseguiti dalla giustizia internazionale. Sono accusati di essere i registi delle violenze postelettorali - a sfondo politico e religioso - che tra il dicembre del 2007 e il febbraio del 2008 hannp provocato 1300 morti e oltre 300 mila sfollati. All'epoca i due erano i leader di due schieramenti politici opposti. 

Il Kenya oggi
Negli ultimi dieci anni si sono sviluppate le infrastrutture, le strutture ricettive e i media nazionali. La capitale, Nairobi, è meta di immigrazione e i prezzi delle case continuano a salire. Nonostante la classe media si stia espandendo, il 45% della popolazine vive con poco più di un dollaro al giorno (1.25), il 65 con meno di due e il cosiddetto gap tra ricchi e poveri rimane alto. Nuove prospettive di investimento si aprono grazie alla recente scoperta del petrolio.

Kenyani famosi
Tra i nomi più noti c'è David Rudisha, l'attuale campione del mondo negli 800 metri piani, in questo video si vede il suo record alle Olimpiadi di Londra.
Indimenticata anche la biologa e parlametare Wangari Maathai, Premio Nobel per la pace (qui il suo discorso) e fondatrice del Green Belt Movement. 


 
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