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ECONOMIA

Lavoro, aumentano le assunzioni nei primi 11 mesi del 2018

Nel periodo la variazione netta sui rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno le cessazioni) è stata positiva per 231.677 unità

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 Le assunzioni dei datori di lavoro privati nei primi 11 mesi del 2018 sono state 6.890.000 (+5%) a fronte di 6.265.000 cessazioni (+8,8%) con un saldo positivo di 625.000 contratti. Lo si legge nell'Osservatorio sul precariato dell'Inps. Nel periodo la variazione netta sui rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno le cessazioni) è stata positiva per 231.677 unità. Il risultato è stato positivo soprattutto grazie al boom delle trasformazioni di rapporti a tempo indeterminato (+69,3%).    
 
Nel periodo gennaio-novembre 2018 sono stati incentivati 115.990 rapporti di lavoro con i benefici previsti dall'esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni (Legge n. 202 del 27/12/2017): 62.819 riferiti ad assunzioni e 53.171 relativi a trasformazioni a tempo indeterminato. Il numero dei rapporti incentivati è pari al 7,2% del totale dei rapporti a tempo indeterminato attivati (assunzioni+trasformazioni). Nel periodo gennaio-novembre 2018, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +625.000, inferiore a quello del corrispondente periodo del 2017 (+807.000).Su base annua, considerando la differenza tra assunzioni e cessazioni per il periodo 1 dicembre 2017 - 30 novembre 2018, il saldo coincide con la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. A fine novembre 2018 esso risultava positivo e pari a +283.000, in  calo rispetto a quello registrato ad ottobre (+314.000).I saldi tendenziali per le diverse tipologie contrattuali attestano un andamento sempre più positivo per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+134.000) e per l'apprendistato (+80.000). Stabilmente positivi risultano anche i saldi annualizzati dei rapporti di lavoro intermittente. In flessione, invece, risultano i saldi annualizzati delle posizioni di lavoro somministrato e soprattutto di quelle dovute ai contratti di lavoro a termine: per questi ultimi la spinta espansiva risulta essersi azzerata e a fine novembre si è registrato, per la prima volta da oltre due anni, un saldo annualizzato negativo (-2.000).
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