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POLITICA

Riforma del lavoro

Voucher, articolo 18, appalti: oggi la Consulta decide sull'ammissibilità dei referendum abrogativi

Se la Corte darà il via libera ai referendum - o solo a uno di questi - la consultazione popolare avverrà in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi. Salvo elezioni anticipate che porterebbero a sospendere i referendum per almeno un anno

Le riforme del lavoro del governo Renzi sono appese al filo della Consulta. Oggi la Corte Costituzionale deciderà sull'ammissibilità dei referendum abrogativi su voucher, articolo 18 e responsabilità solidale negli appalti, presentati dalla Cgil, con il supporto di 3,3 milioni di firme. Tre udienze a porte chiuse - relatori sono i giudici Silvana Sciarra, Mario Rosario Morelli e Giulio Prosperetti - in cui gli avvocati del comitato promotore, Vittorio Angiolini e Amos Andreoni, e l'avvocato dello Stato Vincenzo Nunziata, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, esporrano le ragioni pro e contro referendum.

L'Avvocatura dello Stato ha già anticipato, con memorie depositate nei giorni scorsi, la sua posizione sull'inammissibilità dei 3 quesiti: ha "carattere surrettiziamente propositivo e manipolativo" quello riguardante il 'cuore' del Jobs act, ossia le norme sui licenziamenti illegittimi, sostiene l'Avvocatura, e un eventuale "esito positivo" della consultazione referendaria sulla responsabilita' solidale negli appalti "condurrebbe a condizioni di incertezza normativa". E ancora: il referendum sui voucher, rileva l'avvocato Nunziata nella memoria trasmessa alla Corte, potrebbe "determinare un vuoto normativo idoneo a privare di una compiuta e necessaria regolamentazione, tutte quelle prestazioni che, per la loro limitata estensioni quantitativa o temporale, non risultino utilmente sussumibili nel paradigma normativo del lavoro a termine o di altre figure giuridiche contemplate dall'ordinamento vigente".

Il "proposito referendario - evidenzia l'Avvocatura - non è tanto quello di sopprimere i voucher, quale strumento di remunerazione e disciplina del lavoro accessorio, ma di abolire lo stesso istituto del lavoro accessorio". Questa analisi è contestata dalla Cgil che, naturalmente, è convinta che non sussistano le condizioni di inammissabilità: questo pensiero - spiega Nino Baseotto, membro della segreteria - è suffragato dai pareri di "una lunga lista di giuristi". Le ragioni del sindacato sono contenute nelle memorie redatte da Angiolini, professore di diritto costituzionale all'Università di Milano, e Umberto Carabelli, docente di diritto del Lavoro all'Università di Bari. "Illustreremo le nostre posizioni ai giudici - sottolinea Baseotto - e non ci esprimiamo sul parere dell'Avvocatura dello Stato per rispetto nei confronti della Corte".

Per quanto riguarda i voucher, il Parlamento potrebbe modificare prima dell'eventuale referendum la normativa e così scongiurare o depotenziare il voto. Il presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano (secondo cui i quesiti sono legittimi) propone al governo di sostenere il disegno di legge di riforma del lavoro occasionale e accessorio firmato da 45 parlamentari del Pd che propone di tornare alla legge Biagi del 2003, per ridare ai voucher quel carattere di occasionalita' e di lavoro accessorio che avevano in origine.

Il ddl sarà in discussione in Commissione Lavoro proprio l'11 gennaio. Sulla responsabilita' solidale negli appalti, Damiano sostiene che basterebbe ripristinare la normativa del governo Prodi, nel testo vigente dal 2007 al 2012. La decisione dei 'giudici delle leggi' dovrebbe arrivare in tempi brevi, già nel pomeriggio: la Corte affronta il 'nodo' referendum, così come avverrà per le questioni di legittimità sull'Italicum il 24 gennaio, a plenum incompleto, dopo le dimissioni, avvenute lo scorso novembre, del giudice Giuseppe Frigo. Quattordici, dunque, i giudici che esprimeranno il loro voto e, in caso di parità, risulterà decisivo quello
del presidente Paolo Grossi, come prevede il regolamento.

Se la Corte darà il via libera ai referendum - o solo a uno di questi - la consultazione popolare avverrà in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi. Salvo elezioni anticipate, che, come constatato anche dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti - il quale ha detto di non temere il voto e si è sempre dichiarato pronto a fare correzioni - porterebbero a sospendere i referendum per almeno un anno. Appena arrivera' la decisione della Consulta, la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, farà una conferenza stampa.