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SPORT

Campionato di calcio

Lettera Lega Serie A al governo: "Gare a porte chiuse". Sì di Spadafora

Coronavirus: accolto passo formale dei club per affrontare l'emergenza

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Il presidente della Lega Calcio di Serie A, Paolo Dal Pino, ha appena inviato una lettera al Governo, attraverso il ministro dello Sport, Spadafora, quello dell'Interno, Lamorgese, e quello della Salute, Speranza, per chiedere che nei territori considerati a rischio coronavirus le gare di calcio non vengano sospese, ma siano disputate a porte chiuse. Lo apprende l'Ansa. Si tratta di un atto formale, che la lega delle società motiva nella lettera con il "calendario già saturo di impegni" e la necessità che le competizioni si concludano "entro il 24 maggio stante l'avvio dei prossimi Europei di calcio".

Agnelli: prima la salute
Andrea Agnelli, presidente della Juventus apre alla possibilità di giocare il big-match Juventus-Inter a porte chiuse. "In questo momento - spiega ai microfoni di 'Tutti Convocati' su Radio24 - la priorità per il sistema paese è la tutela della saluta pubblica. C'è un dialogo in corso ma accetteremo qualsiasi determinazione nell'interesse della salute pubblica. Se ci fosse imposto di giocare a porte chiuse, così faremo". "L'interruzione del sistema sportivo è difficile - aggiunge - c'è un calendario intasato, anche perché si è iniziato il campionato tardi e si è deciso di non giocare durante la sosta natalizia". Per il presidente della Juventus, inoltre, l'ipotesi di spostare la partita altrove è "estremamente complicato".

Spadafora: sì a partite a porte chiuse
Nelle aree interessate dall'emergenza Coronavirus le partite si disputeranno a porte chiuse. Lo ha detto il ministro per le Politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora ai microfoni del Tg2 al termine del Consiglio dei ministri. "Sono già in vigore provvedimenti che vietano gli eventi fino a domenica prossima, inizialmente per la Lombardia, il Veneto e il Piemonte, ora con questo dpcm abbiamo allargato anche a Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Liguria. In queste regioni, resta il divieto di manifestazioni sportive, per alcuni eventi abbiamo dato la disponibilità a svolgerli a porte chiuse". Spadafora ha sottolineato che il provvedimento "non è stato esteso al resto d'Italia perché non esistono le condizioni per prendere misure gravi".
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