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CULTURA

Bandiera a mezz'asta al Teatro alla Scala

Il mondo del teatro in lutto, muore Luca Ronconi

Si è spento al Policlinico di Milano. Era uno dei registi teatrali più apprezzati a livello internazionale. Tra pochi giorni avrebbe compiuto 82 anni. Mattarella: Italia ha perso un grande maestro. Il cordoglio di Renzi: "Ingegno visionario che ha saputo scavare nell'animo umano e rappresentarlo in scena con forza, profondità, sguardo"

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È morto ieri sera a Milano l'attore e regista Luca Ronconi. La conferma viene dal Piccolo Teatro di Milano. Nato l'8 marzo 1933 avrebbe compiuto fra pochi giorni 82 anni. A quanto si apprende la morte potrebbe essere stata causata da un virus che il maestro avrebbe contratto di recente e che avrebbe complicato la sua situazione di salute, già compromessa dalla dialisi. Il celebre regista sarebbe morto in ospedale a Milano.

Mattarella: Italia ha perso un grande maestro
"La morte di Luca Ronconi, artista finissimo e geniale, mi ha profondamente colpito. Le sue numerose e innovative regie di prosa e di lirica hanno lasciato una impronta indelebile nella storia del teatro contemporaneo. Il mondo dello spettacolo ha perso un importante punto di riferimento, l'Italia un grande maestro". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio di cordoglio inviato alla famiglia dell'artista.

Il cordoglio di Renzi e di Franceschini
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi esprime il suo cordoglio per la scomparsa di questo grande protagonista della vita culturale e civile del Paese, ingegno visionario che ha saputo scavare nell'animo umano e rappresentarlo in scena con forza, profondita', sguardo. Il ministro dei Beni Culturali e Turismo, Dario Franceschini, parla di un "triste giorno per il teatro italiano". La scomparsa di Ronconi, spiega il ministro, "ci priva di un artista riconosciuto in tutto il mondo, che ha saputo portare sulla scena, con fantasia e rigore, i grandi classici teatrali, della lirica e della letteratura italiana. Con lui se ne va un intellettuale lucido, che ha saputo interpretare al meglio il proprio talento e non ha mai smesso di sperimentare ed innovare. Il teatro perde oggi un suo grande protagonista".

Bandiera a mezz'asta per 'La Scala'
Oggi sulla facciata del Teatro alla Scala la bandiera sarà esposta a mezz'asta". Annuncia lo stesso teatro milanese in un comunicato stampa, rivolgendo "un pensiero affettuoso agli amici del Piccolo Teatro in questo momento di lutto". "Luca Ronconi è stato una delle figure principali del teatro europeo. Alla Scala - ricorda la nota - ha realizzato 25 titoli d'opera dal 1974 al 2009 con tutti i musicisti più significativi, da Claudio Abbado, Riccardo Muti e Riccardo Chailly a maestri come Ozawa, Sinopoli, contribuendo in maniera determinante alla formazione dell'identità stessa del Teatro". "Vastissimo il repertorio, da Verdi e Rossini al Settecento di Jommelli e Rossi fino al contemporaneo Stockhausen. Nel 2004 Ronconi mise in scena 'L'Europa riconosciuta' di Salieri per la riapertura del Teatro dopo i restauri".
   
La carriera
Ha mosso i primi passi come regista teatrale nel 1963, con la compagnia di Corrado Pani e Gianmaria Volonté. Negli anni successivi si è fatto notare come esponente dell’avanguardia teatrale, per arrivare alla fama anche fuori dai confini nazionali nel 1969 con 'l’Orlando furioso' di Ariosto nella versione di Edoardo Sanguineti. Nel corso degli anni collabora con diverse istituzioni teatrali, tra cui la Biennale di Venezia, di cui diventerà direttore della Sezione Teatro dal 1975 al 1977. Nel biennio successivo, 1977-1979, fonda e dirige il Laboratorio di progettazione teatrale di Prato. Sono gli anni di spettacoli memorabili, tra cui 'Orestea' di Eschilo 1972, 'Utopia' da Aristofane 1976, 'Baccanti' di Euripide 1977, 'La torre di von Hofmannsthal' 1978.

I grandi teatri italiani
Nel 1989 andrà a Torino a dirigere il Teatro Stabile dove resterà fino al 1994. Qui realizza un imponente allestimento (oltre sessanta attori) de 'Gli ultimi giorni dell'umanità' di Karl Kraus, al Lingotto (1991). Passerà poi alla guida del Teatro di Roma (dal 1994 al 1998), dove nel 1996 dirige 'Quer pasticciaccio brutto de via Merulana' di Gadda e l'anno successivo mette in scena uno dei pochi drammi inediti della sua carriera, il 'Davila Roa' di Alessandro Baricco, che riceve un'accoglienza negativa e 'I fratelli Karamazov' di Dostoevskij 1998.

Il Piccolo
Nel 1999 passa al Piccolo Teatro di Milano, dove affianca il direttore Sergio Escobar in ruolo di direttore artistico. Qui debutta con due pièces: 'La vita è sogno' di Pedro Calderón de la Barca e 'Il sogno' di August Strindberg. Al Piccolo, nel 2002 dirige un originale spettacolo, 'Infinities', tratto da un testo scientifico del cosmologo John David Barrow, ora pubblicato dalla casa editrice Scienza Express nel volume "Gli infiniti di Ronconi" a cura di Pino Donghi. Ha diretto anche le versioni per la televisione di molti suoi spettacoli.

La lirica
Come regista lirico, ha curato l'allestimento di moltissime opere, soprattutto classici italiani (Monteverdi, Bellini, Rossini - Ronconi ha partecipato più volte al Rossini Opera Festival di Pesaro - Verdi e Puccini) e stranieri contemporanei (per esempio Il caso Makropulos di Janacek e Turn of the Screw di Britten).

I Giochi Olimpici di Torino
Nel 2006 realizza cinque spettacoli collegati tra di loro per i XX Giochi olimpici invernali di Torino. Per tutti questi spettacoli (denominati Progetto Domani), Ronconi vince un Premio Ubu Speciale "... per la complessità e la riuscita artistica di una iniziativa nella quale il teatro concorre a trovare nuova linfa espressiva nella riflessione sulla contemporaneità".
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