Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/luciano-de-crescenzo-88-anni-c317c4b8-b1ac-42f7-a2d5-5c6f2443e1b5.html | rainews/live/ | (none)
CULTURA

In tv narratore di programmi su miti e leggende greche

Luciano De Crescenzo: 88 candeline per il Professor Bellavista

Negli ultimi anni - lo scrittore-regista - si vede sempre meno in pubblico a causa della prosopoagnosia, l'incapacità di riconoscere i volti, anche quelli familiari

Condividi
"La sera ceno con qualcuno e il giorno dopo, se l’incontro, non so chi sia". Così Luciano De Crescenzo - in una intervista del 2014 - parlando del problema che lo affligge: la prosopoagnosia, l'incapacità di riconoscere i volti, anche quelli familiari. Per questo, forse, da qualche anno è sparito dai salotti televisivi e dai rotocalchi. Lo scrittore, regista, attore compie il 20 agosto, 88 anni, un bel traguardo, fatto di tanti riconoscimenti e soddisfazioni.

Lo scrittore: boom di vendite con "Così parlò Bellavista"
De Crescenzo - grazie anche alla partecipazione al programma di Maurizio Costanzo, "Bontà loro", fece registrare un boom di vendite con "Così parlò Bellavista", pubblicato nel 1977: vendette più di 600.000 copie e fu tradotto anche in giapponese, diventando un vero e proprio caso letterario. Tra il 1977 e il 2000, Luciano De Crescenzo è diventato un autore di successo internazionale, pubblicando venticinque libri, vendendo 18 milioni di copie nel mondo, di cui 7 milioni in Italia. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 paesi.

Nel 1998, con l'opera Il tempo e la felicità edita da Mondadori, vince il Premio Cimitile. Segue una lunghissima serie di romanzi ("Sembra ieri" del 1997, "La distrazione" del 2000), cui si aggiungono opere di saggistica ("Storia della filosofia greca" - "I Presocratici" del 1983, "Storia della filosofia greca - Da Socrate in poi" del 1986, "Storia della filosofia medievale" del 2002, "Storia della filosofia moderna - da Niccolò Cusano a Galileo Galilei" del 2003, "Storia della filosofia moderna - da Cartesio a Kant" del 2004, "Il pressappoco" del 2007, "Il caffè sospeso" del 2008, "Socrate e compagnia bella" del 2009), "Ulisse era un fico" del 2010, "Tutti santi me compreso" del 2011, "Fosse 'a Madonna" del 2012, "Garibaldi era comunista" del 2013, "Gesù è nato a Napoli" dello stesso anno e "Ti porterà fortuna" del 2014.



La tv: grande narratore di miti e leggende degli antichi greci
Luciano De Crescenzo ha sempre affiancato alla sua attività di scrittore quella di divulgatore, capace di introdurre anche il lettore più inesperto ai problemi sollevati dalla filosofia antica, ed infatti nel corso degli anni ottanta e novanta ha condotto sulle reti RAI una trasmissione televisiva ("Zeus - Le Gesta degli Dei e degli Eroi") sui miti e sulle leggende degli antichi greci, pubblicata da Arnoldo Mondadori Editore e ritrasmessa anche da Mediaset. 



Il cinema: "Croce e delizia", considerato da molti critici il film più riuscito
Sul grande schermo esordì come attore ne "Il pap'occhio" (1980) , al fianco dell'amico Roberto Benigni e diretto da Renzo Arbore. Nel 1982 fu interprete di "Quasi quasi mi sposo" mentre nel 1984 fu protagonista e sceneggiatore del secondo film di Arbore. Nello stesso anno avvenne il suo esordio dietro la macchina da presa con "Così parlò Bellavista", tratto dal suo best seller. Il successo della pellicola, che ebbe dei buoni risultati al botteghino ed una discreta critica, lo convinse a dirigere l'anno seguente "Il mistero di Bellavista" (prendendo spunto ancora da un suo libro) e la commedia a episodi 32 dicembre nel 1988, sulla relatività del tempo.

Nel 1990 recitò accanto a Sophia Loren e Luca De Filippo in "Sabato, domenica e lunedì" di Lina Wertmüller mentre nel 1995 scrisse, diresse ed interpretò insieme a Teo Teocoli ed Isabella Rossellini "Croce e delizia", considerato da alcuni critici come il suo film più riuscito. Sceneggiatore nel 1978 de "La mazzetta" di Sergio Corbucci con Nino Manfredi, fece la sua ultima apparizione davanti ad una telecamera nel 2001 interpretando il piccolo ruolo di un boss mafioso nel film per la TV "Francesca e Nunziata", ancora della Wertmüller.



 
Condividi