POLITICA

Verso il voto

M5s, Di Maio: candidato massone? Per noi è game over

"Gli abbiamo inibito l'utilizzo del simbolo", ha detto il leader dei 5 stelle parlando del candidato Catello Vitiello. Inoltre Di Maio sui rimborsi aggiunge: "Quelle persone come Cecconi e Martelli le ho già messe fuori, per gli altri stiamo facendo tutte le verifiche"

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"Non ci aveva detto di far parte di una loggia massonica e per noi è game over". Il leader del M5S Luigi Di Maio dichiara fuori dal Movimento il candidato di Castellammare di Stabia Catello Vitiello risultato iscritto a una loggia massonica vicina al Grande Oriente d'Italia, attualmente sospeso. "Gli abbiamo inibito l'utilizzo del simbolo - dice raggiungendo il teatro Sannazaro di Napoli dove incontra gli elettori - i cittadini italiani sanno che nel Movimento non si fanno sconti  a nessuno".

Il caso dei rimborsi
"Quelle persone come Cecconi e Martelli le ho già messe fuori, per gli altri stiamo facendo tutte le verifiche che servono ma siamo orgogliosi di quello che è il Movimento. Non sarà qualche mela marcia ad inficiare questa iniziativa che facciamo solo noi e come sanno gli italiani da noi le mele marce si puniscono sempre". Così a Napoli, Luigi Di Maio, in merito ai rimborsi dei cinquestelle. "La notizia in un paese normale è che M5S ha restituito 23 milioni e 100mila euro di stipendi e questo è certificato da tutti quanti e ci sono 7mila imprese in Italia che lo testimoniano perch équei soldi hanno fatto partire 7mila imprese e 14mila posti di lavoro", ha spiegato. " Se ci saranno controlli da fare li stiamo facendo - ha concluso - ringrazio chi ha fatto queste inchieste ma questo è un paese strano in cui restituisci 23,1 milioni e la notizia è che manca lo 0.1".

Vertici M5S: verifiche su rimborsi, "buco più grande"
Sono in corso, a quanto apprende l'ANSA, le verifiche dei vertici M5S sulle restituzioni volontarie fatte sul conto del microcredito. Dai primi riscontri si evince che non solo i parlamentari, ma anche alcuni consiglieri ed europarlamentari versano i rimborsi sul conto e, dai calcoli fatti, i vertici sottolineano che "mancano più soldi di quanto affermato dalla stampa". Dallo staff di Luigi Di Maio si fa sapere che chi ha violato le regole interne avrà "lo stesso trattamento di Andrea Cecconi e Carlo Martelli".
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