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ITALIA

Valenza

Maestra d'asilo uccisa, l'omicida tenta il suicidio

L'uomo, dopo il delitto, preso dalla disperazione ha cercato di togliersi la vita buttandosi sotto un treno

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di Tiziana Di Giovannandrea Il caso di Valenza è stato risolto in poche ore dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando provinciale e della Compagnia di Alessandria. L'omicida, Michele V., ha confessato l'assassinio di Ambra Pregnolato ma prima di arrivare al fermo gli investigatori dell'Arma avevano già raccolto molteplici, univoci e concordanti elementi di responsabilità. 

Michele V., 46 anni, dopo aver ucciso l'amica maestra ha cercato di buttarsi sotto un treno da un ponte di Alessandria. L'uomo si era innamorato della vittima da circa un anno e mezzo, ma dopo il rifiuto da parte della donna di lasciare il marito per andare a vivere con lui, ha perso la testa. L'ha colpita con un martello e poi ha cercato di togliersi la vita. 

La maestra è stata trovata morta il 24 gennaio nella sua casa di Valenza, in provincia di Alessandria dal marito, orafo, che ha scoperto il cadavere della donna tornando a casa per la pausa pranzo. Michele era conosciuto dalla famiglia della vittima. E' stato sentito fino alla tarda notte del giorno del delitto dagli inquirenti, dopo che nel pomeriggio era stato trovato, ferito, sui binari della ferrovia, poco distante dal ponte Tiziano, dove sentendosi incalzato dai Carabinieri che stavano perquisendo l'abitazione di Valenza in cui viveva con il padre e la sorella, aveva tentato di togliersi la vita.

Una volta soccorso e portato all'ospedale di Alessandria, assistito da un avvocato d'ufficio, ha confessato tutto. Si trova in ospedale in stato di fermo piantonato dai Carabinieri. 

Dinamica dell'omicidio
Il 46enne ha raccontato di avere intrapreso una relazione sentimentale con la vittima da circa un anno e mezzo. Ambra avrebbe espresso l'intenzione di volersi separare dal marito per andare a vivere con l'amante, ma poi ci aveva ripensato, comunicando all'assassino la decisione di troncare la relazione.

La conversazione tra i due è avvenuta nella mattinata del 24 gennaio, quando l'uomo era andato a trovare la vittima a casa sapendola sola. Michele V. ha dichiarato di aver perso la testa. Ha estratto dallo zaino un martello - utilizzato per risolvere un problema meccanico della bicicletta -  e ha colpito violentemente e ripetutamente la donna alla testa, senza fermarsi nonostante le urla della vittima.

Resosi conto di quello che aveva fatto, ha cercato di ripulirsi e di cambiarsi i vestiti con quelli del marito della donna, senza però riuscirvi. E' quindi uscito dall'abitazione, ha indossato un paio di scarpe pulite trovate sullo zerbino di un'abitazione del settimo piano e si è dato alla fuga. Una volta arrivato a casa, l'omicida si è svestito degli abiti sporchi di sangue e dopo essersi lavato e ripulito è uscito per raggiungere il vicino affluente del Po, dove ha gettato il martello utilizzato per colpire la maestra e gli abiti sporchi di sangue.
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