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ITALIA

L'intervista

Mondo di Mezzo, Gabrielli: certa corruzione è come la mafia, andrebbe cambiato il reato

Il capo della Polizia Franco Gabrielli commenta la sentenza di Mafia Capitale sulle colonne del Messaggero. Guarda indietro - al suo rapporto con il procuratore Giuseppe Pignatone - e soprattuttpo guarda avanti: se la procura ha dato un'interpretazione troppo avanzata del reato, dice, va cambiato il reato. 

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Pochi giorni dopo parole durissime per l'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro sul G8 e pochi giorni dopo la sentenza sull'inchiesta Mafia Capitale - con cui i giudici di primo grado hanno fatto cadere l'accusa di associazione mafiosa - Franco Gabrielli rilascia oggi al Messaggero un'intervista che avrà forte risonanza: "La corruzione - ha detto - è l'incubatore della mafia, è pericoloso l'atteggiamento da scampato pericolo nei confronti della sentenza che si sta vedendo in questi giorni". Se la Procura - aggiunge - ha dato un'interpretazione troppo avanzata del reato, allora il reato va ripensato.

La corruzione è l'incubatore della mafia
Il capo della Polizia Gabrielli ripercorre le vicende di Mafia Capitale - che preferisce chiamare con il nome dato dalla Procura, Mondo di Mezzo. Ne rileva la portata storica perchè "ha sottolineato in maniera originale come un certo tipo di corruzione pervasiva che attacca le istituzioni sia un'espressione di mafiosità".

Cambiare in maniera estensiva il 416 bis (reato di associazione mafiosa)
Gabrielli precisa che è necessario aspettare le motivazioni della sentenza per capire quale sia l'impianto del ragionamento dei giudici. Poi potrebbe essere il Parlamento ad aprire una riflessione sul reato (il prossimo, non questo che non avrebbe i tempi tecnici). 

Pignatone non è stato sconfitto
Dopo aver letto della sconfitta di Pignatone e della Procura Gabrielli vuole tornare a quando, appena nominato prefetto di Roma, il procuratore fu tra i pochissimi di cui si fidava. Ricorda che proprio lui - che ne avrebbe tratto di certo vantaggio - gli disse che non c'erano gli estremi per sciogliere per mafia il Comune di Roma. 
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