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ITALIA

Processo per depistaggio strage via D'Amelio

Mafia, poliziotto: "Mi ordinarono stop a intercettazione Scarantino per colloquio pm"

"Di Ganci mi disse poi di riavviare intercettazione dopo che Scarantino aveva finito di parlare con i magistrati"

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"Mi ordinarono di staccare la registrazione di Vincenzo Scarantino perché il collaboratore doveva parlare con i magistrati". La rivelazione del poliziotto Giampiero Valenti arriva durante l'udienza del processo per il depistaggio sulla strage di via D'Amelio davanti al Tribunale di Caltanissetta. Il poliziotto racconta il periodo in cui l'ex pentito Vincenzo Scarantino veniva sentito, tra il '94 e il '95, dai magistrati per le sue dichiarazioni poi rivelatesi false sulla strage in cui furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.

"Di Ganci mi disse di staccare l'intercettazione perché Scarantino doveva parlare con i pm", ha poi ribadito l'ispettore superiore della Polizia di Stato facendo riferimento al suo superiore che era il responsabile delle intercettazioni. Una rivelazione importante che arriva a metà processo che vede alla sbarra tre poliziotti: Mario Bò, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei. "Di Ganci mi disse poi di riavviare l'intercettazione dopo che Scarantino aveva finito di parlare con i magistrati", ha aggiunto.
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