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ITALIA

Si celebrerà il 21 marzo

Il Senato approva all'unanimità la Giornata nazionale della memoria delle vittime delle mafie

L'iniziativa, è stato ricordato in aula, è occasione per restituire centralità al tema della lotta alle mafie e per promuovere la cultura della giustizia e della legalità. 

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Con 209 voti l'aula del Senato approva all'unanimità l'istituzione della Giornata nazionale della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Il provvedimento, in prima lettura al Senato, ora passa all'esame della camera. Si celebrerà il 21 marzo, data di inizio della primavera, e simbolo di "rinascita e speranza". 

"Se è stato istituito il giorno della memoria, mi auguro che l'impegno ci sia non un giorno ma 365 giorni l'anno", ha detto il presidente Pietro Grasso.

La scelta del 21 marzo, come spiega la senatrice Pd citando le iniziative indette proprio per questa giornata dall'associazione antimafia Libera, è il "primo giorno di primavera, il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace".

 Anche nel 2016, come da ventuno anni a questa parte, Libera ha organizzato una serie di iniziative in moltissime e città italiane, ma anche a Parigi, Bruxelles e Città del Messico, per rafforzare l'impegno contro le mafie e nel contempo ricordare le tante vittime, note e meno note, cadute sotto i colpi della criminalità organizzata.

Il testo è stato licenziato con una modifica introdotta da un emendamento a firma Roberto Calderoli, approvato dall'Aula.

Con questo, si è eliminato l'aggettivo 'innocente' che nella definizione della legge accompagnava la parola vittime.

"Oggi stabiliamo per legge una giornata in memoria delle vittime innocenti - ha fra l'altro spiegato Calderoli -  Tutta la precedente legislazione, che esiste per le vittime della mafia, come il decreto legislativo numero 204 del 2007, garantiscono l'elargizione di un fondo rotativo e di benefici
previdenziali a favore di quelle che sono vittime della mafia, introducendo una fattispecie. Oggi per legge rischiamo di creare una dicotomia rispetto a quella che per me e' una posizione singola, unitaria e unica: le vittime della mafia non possono che essere vittime innocenti. Se uno è una vittima della mafia e lavora per la mafia è un criminale, non è una vittima".
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