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ITALIA

Evacuate 26 famiglie nel Bresciano

Maltempo. Emergenza nel Lecchese, esondati torrenti. Evacuate case e campeggio

Circolazione ferroviaria sospesa sulla linea Lecco-Tirano/Chiavenna, fra le stazioni di Colico (Lecco) e Delebio (Sondrio) e Dervio e Bellano. Esondato il Lago di Como. Frane e allagamenti anche in provincia di Sondrio

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Emergenza con case e ditte evacuate a Premana, Primaluna e Dervio, in provincia di Lecco, dopo i violenti temporali della scorsa notte. Sono esondati in vari punti i torrenti Varrone e Pioverna. Pesantissimi disagi in particolare a Premana, in alta Val Varrone e nella zona più a nord della Valsassina. A Dervio è stato anche evacuato un campeggio. Mobilitazione generale per Vigili del fuoco, Carabinieri e nuclei di pronto intervento della Protezione civile con centinaia di volontari. Particolarmente ingenti i danni materiali. Non si registrano al momento feriti. Circolazione ferroviaria sospesa sulla linea Lecco-Tirano/Chiavenna, fra le stazioni di Colico (Lecco) e Delebio (Sondrio) e Dervio e Bellano, in provincia di Lecco.

800 evacuati a Dervio, allagata Valvassina
A Dervio (LC), la Prefettura ha predisposto l'evacuazione di circa 800 persone ed è stato aperto il Centro Coordinamento Soccorsi per la gestione dell'emergenza, a causa del superamento delle quote massime dell'invaso della diga di Pagnona, successivamente revocato. Segnalati inoltre allagamenti diffusi nei Comuni di Premana, Pagnona, Primaluna, dove sono esondati i tre torrenti di Valle Molinara, Valle Noci, Valle del Fus. Disposta in alcuni Comuni della Valsassina l'evacuazione delle popolazioni locali. A Cortenova segnalati fenomeni franosi lungo l'asta del torrente Rossiga e interrotta la Strada Provinciale 65 tra Cortenova e Parlasco per la caduta di un albero. Interrotta anche la Strada Provinciale 62 a Introbio e la circolazione ferroviaria tra Bellano e Delebio (SO).

Lo fa sapere la Sala operativa della Protezione civile della Regione Lombardia, la cui attività è coordinata dall'assessore al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni, che preannuncia
anche un'attenuazione dei fenomeni per le prossime ore.

"Fortunatamente è in atto un netto miglioramento delle condizioni meteo - commenta l'assessore Foroni - e una decisa attenuazione dei fenomeni per le prossime ore, ciò che fa ben sperare in un graduale rientro alla normalità. Abbiamo seguito costantemente l'emergenza attraverso la Sala operativa della Protezione civile, mettendo a disposizione gli elicotteri di Regione Lombardia per i sopralluoghi e rimanendo in costante contatto con il Dipartimento nazionale della protezione civile". "Massima solidarietà - aggiunge Foroni - alle popolazioni colpite da parte di Regione Lombardia, e un ringraziamento particolare a tutti i volontari della Protezione civile regionale per la grande professionalità e abnegazione dimostrata anche in questa ennesima difficile situazione. In attesa che la situazione torni sotto controllo, stiamo iniziando la conta dei danni e avviando la procedura per chiedere al Governo il riconoscimento dello Stato di emergenza nazionale".

Timori per diga in Val Varrone nel Lecchese
Sono legati all'invaso di una diga che viene tenuto costantemente monitorato, i timori maggiori per il pericolo di ulteriori esondazioni in alta Val Varrone, in provincia di Lecco. La situazione più critica riguarda il corso del torrente Varrone e i comuni di Premana, Pagnona, Casargo, Valvarrone, Vendrogno, Dervio - dove è avvenuto il maggior numero di evacuazioni dalle case - e Primaluna, oltre a Morterone, rimasto isolato su un altro versante per una frana sulla strada provinciale 63. La Provincia di Lecco nel frattempo, per tutelare maggiormente i comuni e gli altri enti del territorio, si è attivata per chiedere a Regione Lombardia la dichiarazione di stato di emergenza dei territori interessati dagli effetti del maltempo. 

Frane e allagamenti in provincia di Sondrio
Frane, allagamenti e strade interrotte a causa del maltempo in provincia di Sondrio. La situazione più critica, al momento, è in Valle Spluga. Il by pass di Gallivaggio, in territorio di San Giacomo Filippo (Sondrio), aperto dopo la maxi frana di un anno fa che danneggiò parzialmente il santuario, è letteralmente inondato: fango e detriti trascinati dal torrente Liro hanno invaso la carreggiata in entrambi sensi di marcia e quindi il transito è interrotto.

Paura anche in Valtellina, in particolare a Delebio (Sondrio), dove il torrente Lesina è gonfio d'acqua e rischia di esondare. Sul posto, come in Valchiavenna, diversi mezzi dei Vigili del fuoco e personale Anas per valutare anche in questo caso l'eventuale chiusura della strada.

Esondato Lago Como chiusa seconda corsia Lungolario
In seguito all'esondazione del lago di Como è stato necessario chiudere anche la seconda corsia veicolare del Lungolario. Lo rende noto il Comune di Como, sottolineando in una nota che la corsia normalmente riservata ai bus è ora transitabile alle auto in modo da non bloccare la circolazione, e gli autobus vengono deviati in via Cavallotti. 

In provincia di Brescia evacuate 26 famiglie in via precauzionale
A causa del maltempo che ha colpito la provincia di Brescia, sono oltre 60 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco per alberi caduti, allagamenti e strutture divelte. Maggiori criticità in località Mazzunno per una frana: evacuate precauzionalmente 26 famiglie, squadre al lavoro dei Vigili del Fuoco.
Coldiretti: bombe di grandine delle ultime 24 ore hanno creato danni alle coltivazioni
Bombe di grandine sul nord Italia con chicchi giganti hanno colpito a macchia di leopardo il Nord Italia devastando le coltivazioni agricole come frumento, orzo, mais, piselli, fatto strage di piantine di pomodoro, zucche, piante, fiori e ortaggi, mentre negli alpeggi è andato distrutto il foraggio per le mucche che dovevano salire sui pascoli di montagna. E' quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti delle ultime tempeste di ghiaccio e acqua che hanno fatto salire di un metro nelle ultime 24 ore il livello del Po al Ponte della Becca ed esondare il lago di Como. La grandine che - sottolinea la Coldiretti - è l'evento più temuto dagli agricoltori in questo momento perché provoca danni irreparabili alle coltivazione mandando in fumo un intero anno di lavoro. 

Le intense precipitazioni hanno fatto innalzare il livello di fiumi e gonfiato i grandi laghi verso valori massimi come quello Maggiore che secondo l'analisi della Coldiretti ha raggiunto un grado di riempimento al 111%, quello di Garda al 97% e quello di Como che è al 90% ha addirittura allagato una corsia del Lungolario. In attesa del grande caldo gli ultimi temporali aggravano dunque il drammatico conto dei danni nelle campagne dove una pazza primavera rischia di far perdere un frutto su quattro.

Dall'inizio del 2019 - spiega Coldiretti - in Italia sono state registrate ben 86 grandinate, più di una ogni due giorni, con un balzo del 48% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo i dati Eswd, la banca dai degli eventi estremi in Europa. Sono gli effetti di una tendenza alla tropicalizzazione che - conclude la Coldiretti - si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali e bombe d'acqua i cui effetti si fanno sempre più devastanti. 
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