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Economia Globale

Manovra, ESM: rischi per l'Italia ma no panico. Non è 'nuova Grecia'

Da Monaco il direttore generale dell'Esm, il Fondo salva-Stati, Klaus Regling, - dove è intervenuto ad una conferenza sulla 'Economia globale in transizione' - ha commentato la manovra finanziaria dell'Italia per il 2019 esprimendo un parere confortante per il Governo Conte

Klaus Regling
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di Tiziana Di Giovannandrea Da Monaco il direttore generale dell'Esm, il Fondo salva-Stati, Klaus Regling, - dove è intervenuto ad una conferenza sulla 'Economia globale in transizione' - ha commentato la manovra finanziaria dell'Italia per il 2019 esprimendo un parere confortante per il governo Conte.

E' "giusto ricordare all'Italia gli impegni che si applicano a tutti gli Stati membri dell'area dell'euro" ha detto. "Ci sono dei rischi", perché "la sfiducia dei mercati riflessa nel mercato secondario ha un impatto molto rapido sui costi di rifinanziamento delle banche italiane".

Il numero uno del Fondo salva-Stati ha ricordato che "una settimana fa, l'Italia ha presentato il suo bilancio alla Commissione europea. Una cosa è certa: i piani non sono certamente in linea con il Patto di stabilità e crescita. I mercati hanno reagito di conseguenza. Moody's ha declassato i titoli di stato italiani venerdì scorso. Come parte del cosiddetto 'semestre europeo', la Commissione pubblicherà la sua valutazione dei piani di bilancio italiani alla fine di novembre. Ci sarà certamente uno scambio vivace tra la Commissione e il governo italiano fino ad allora ma nonostante tutte le preoccupazioni non bisogna reagire in modo esagerato e iniziare a chiamare l'Italia 'nuova Grecia'", ha proseguito Regling.

Per il capo dell'European Stability Mechanism l'Italia "ha certamente i suoi punti di forza: non ha mai perso l'accesso al mercato durante gli ultimi otto anni della crisi dell'euro. Inoltre, vi è un avanzo delle partite correnti, un avanzo primario relativamente elevato, scadenze lunghe nel finanziamento del bilancio e alti risparmi interni". Di fatto l'Italia è considerata sostanzialmente solvibile. "Tuttavia, ci sono dei rischi - ha commentato Regling - l'Italia è la terza economia più grande nell'area dell'euro. Con un rapporto debito/PIL del 130%, ha il secondo debito nazionale più alto in Europa. Anche se è finanziato prevalentemente a livello nazionale. Si vede la sfiducia dei mercati riflessa nel mercato secondario e che ha un impatto molto rapido sui costi di rifinanziamento delle banche italiane. Ecco perché, da un lato, penso sia giusto ricordare all'Italia gli impegni che si applicano a tutti gli Stati membri dell'area dell'Euro. D'altra parte, non c'è bisogno di andare nel panico", ha concluso Regling. 
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