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ECONOMIA

Mediaset, da soci sì a modifica statuto su voto maggioritario

Vivendi: illegale non farci votare, pronti a impugnare delibere

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L'assemblea di Mediaset ha approvato a larghissima maggioranza l'introduzione del 'voto maggiorato' in statuto, che varrà dalla prossima assise e di fatto 'blinda' ulteriormente il controllo di Fininvest sul gruppo televisivo.

Ha votato a favore il 93,5% dei presenti pari al 47,1% del capitale sociale, contrario il 6,4% dei presenti pari al 3,2% del capitale. I rappresentanti di Vivendi e Simon non sono stati ammessi al voto dal Cda di Mediaset che si è svolto prima dell'assemblea.

Vivendi: illegale non farci votare
Vivendi 'condanna la decisione odierna del cda di Mediaset di negarle il diritto di voto in assemblea dei soci'. Il gruppo spiega in una nota che 'la decisione del cda di Mediaset è contraria a tutti i principi fondamentali della democrazia degli azionisti. È illegale e contro gli interessi di Mediaset e, in particolare, dei suoi azionisti di minoranza'. Date le circostanze, 'Vivendi non è nella posizione di partecipare all'assemblea e si riserva il diritto di contestare in tribunale la validità delle delibere adottate in data odierna'.

Per il gruppo francese, "né l'accordo dell'8 aprile 2016 oggetto della controversia (cessione di Mediaset Premium, ndr), né la decisione dell'Agcom di aprile 2017 o nessuna ulteriore legge applicabile può impedire a Vivendi di votare". 

Pier Silvio Berlusconi: nullità voto su tutto 30% Vivendi
"Non è una forzatura, sono questioni tecnico legali: la nullità del voto per noi vale su tutto il 30%" in mano a Vivendi, che si trova appena sotto questa soglia. Lo afferma l'amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, dopo che Vivendi ha fatto sapere di essere pronta ad andare in Tribunale contro la decisione del Cda di Mediaset di non permetterle il voto in assemblea. "Potevano entrare in assemblea, ma hanno scelto di non farlo", conclude Pier Silvio Berlusconi rispondendo ai giornalisti al termine dell'assemblea. Per Vivendi all'assise del gruppo televisivo era presente Caroline Le Masne de Chermont, responsabile dell'ufficio legale che, di fronte al divieto al diritto di voto, non è entrata in assemblea.
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