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ITALIA

Finora si credeva che a ucciderli fosse stata la sifilide

Pico della Mirandola e Poliziano assassinati con l'arsenico

Una rivelazione che potrebbe riscrivere la storia: a ordinare l'omicidio sarebbe stato Piero de' Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico. Lo sostiene lo storico dell'arte Silvano Vicenti in una ricerca non ancora pubblicata

Poliziano e Piero de' Medici (Cappella Sassetti, Firenze)
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Ci sarebbero la stessa mano e lo stesso arsenico dietro la morte di Angelo Poliziano e Pico della Mirandola. E lo stesso mandante: Piero de' Medici, detto Piero il Fatuo, figlio primogenito di Lorenzo il Magnifico di cui Poliziano fu anche precettore. Movente: l'odio politico: Poliziano e Pico della Mirandola erano entrambi seguaci di Savonarola, il domenicano che instaurò una sorta di governo "teocratico" a Firenze dopo la cacciata dei Medici il 9 novembre del 1494, quando il signore della città era proprio Piero. Se fosse vera, la notizia riscriverebbe la storia. Fino a oggi si riteneva che Poliziano e Pico della Mirandola fossero morti di sifilide. 

L'assassino: il segretario di Pico della Mirandola
L'esecutore degli assassinii, ordinati da Piero de' Medici,sarebbe stato Cristoforo da Casalmaggiore, segretario personale di Pico della Mirandola, che si sarebbe servito anche dell'aiuto del fratello Martino per avvelenare i due intellettuali del Rinascimento a poche settimane l'uno dall'altro, alla fine del 1494. 

Chi era Piero de' Medici
Dopo la morte di Lorenzo, Piero - detto il Fatuto - salì al comando di Firenze. Nonostante l'educazione ricevuta, si rivelò presto inadatto al ruolo e, in meno di due anni, la pace garantita dal padre scomparve. A quel punto, Carlo VIII Re di Francia fece la sua discesa in Italia, ottenendo dal signore di Firenze quattro piazzeforti in Toscana. Secondo alcuni cronisti dell'epoca Pietro fu così servile che si sarebbe inginocchiato per baciare le sue babbucce. 

L'autore della ricerca
A sostenere la tesi dell'avvelenamento dei due intellettuali è lo studioso di storia dell'arte Silvano Vicenti, presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni storici Culturali e Ambientali, un ente privato che a breve pubblicherà una ricerca riguardante proprio la morte di Poliziano e di Pico della Mirandola. Noto per i suoi studi su quelli che definisce i misteri della storia dell'arte, Vicenti spiega che la sua ricerca è fondata su due pilastri. Da una parte i diari inediti del cronista Marino Sanuto, dall'altra alcuni accertamenti compiuti nel 2008, secondo i quali i resti ossei di Poliziano e Pico della Mirandola conterrebbero  "un'elevatissima quantita' di arsenico non riconducibile al normale uso medico dei tempi". 






 
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