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ECONOMIA

Lunedì tavolo al ministero del Lavoro

Protesta dei lavoratori della Micron davanti a Palazzo Chigi

Sono 150 dei lavoratori dell'azienda americana di microelettronica che ha annunciato 419 esuberi. Se il governo non interverrà, lunedì 7 aprile scatteranno i licenziamenti. Il ministro Guidi: massimo impegno per trovare una soluzione. Al tavolo ministeriale presente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti

Presidio davanti a P. Chigi dei lavoratori della Micron (Ansa)
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Roma Il 7 aprile per loro sarà il giorno X. Perchè forse non avranno più un lavoro. O forse sì: sempre che il governo riesca a intervenire lunedì quando si terrà il tavolo tra sindacati e azienda al ministero del Lavoro. Loro sono i lavoratori della Micron, multinazionale americana specializzata nella microelettronica. Sono ingegneri, informatici, matematici. Tradotto, l'eccellenza italiana. Gli stessi che pochi giorni fa per provocazione si erano messi in vendita su Ebay con tanto di cartello con su scritto VENDESI. La Micron ha dato loro il ben servito, è pronta a licenziarli: 419 i lavoratori in esubero.

Presidio davanti a Palazzo Chigi di 150 lavoratori
Da questa mattina una delegazione di 150 lavoratori si trova davanti a Palazzo Chigi in segno di protesta. Se entro domenica non si troverà un accordo con l'azienda infatti scatteranno gli esuberi dalle sedi brianzole di Agrate e Vimercate (Monza/Brianza), oltre che da Arzano (Napoli), Catania e Avezzano (L'Aquila).  La manifestazione - spiega Michele Zanocco, segretario nazionale della Fim Cisl - è per salvare i posti di lavoro e per chiedere al governo una politica per il settore della microelettronica e dei semiconduttori "che rischia di sparire completamente dal nostro paese". "Alla Micron chiediamo di non prevedere nel piano di ristrutturazione alcun esubero - sottolinea il sindacalista -  ma di trovare soluzioni di collocazione e ricollocazione"; "al governo chiediamo l'attivazione di progetti per intercettare gli oltre 200 miliardi di euro di leva d'investimenti che la Comunità Europea ha messo a disposizione per il settore". 

Il sottosegretario alla Presidenza Lotti: lunedì parteciperò al tavolo ministeriale
In tutto questo c'è anche una nota positiva. Durante il presidio il sottosegretario alal presidenza del Consiglio, Luca Lotti, ha parlato con i lavoratori e ha garantito loro la sua presenza lunedì al tavolo del ministero del Lavoro. "Prendiamo l'impegno - ha detto - a dare risposte e proviamo a portare a casa il risultato più auspicabile: lunedì parteciperò anch'io al tavolo che si terrà al ministero del Lavoro".  "Un segno di attenzione importante", ha detto il leader della Fiom Maurizio Landini, presente al presidio, commentando l'annuncio della partecipazione del governo al tavolo ministeriale. "L'eccellenza - ha aggiunto - non può andare all'estero". Sulla questione è intervenuto anche il deputato Pd Roberto Rampi: "In vista della scadenza del 7 aprile e dell'incontro previsto, c'è una svolta e ci sono tutte le condizioni per un buon accordo sia sul piano occupazionale che su quello delle politiche industriali, del rilancio del settore hi-tech, dell'impegno dell'Italia nel campo della microelettronica e delle alte tecnologie".  

Il ministro Guidi: massimo impegno per trovare una soluzione
Anche il ministro per lo Sviluppo economico, Federica Guidi, che oggi ha incontrato la delegazione dei lavoratori della Micron ha garantito il massimo impegno per arrivare a una soluzione positiva e scongiurare, così, i licenziamenti. L'obiettivo, informa un comunicato del Mise, è quello di arrivare lunedì prossimo, nella sede del Ministro del Lavoro, ad un accordo che consenta di scongiurare l'avvio della procedura di mobilità nei confronti di 419 lavoratori degli impianti italiani. Ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali che hanno ribadito la richiesta che il Governo si attivi per evitare i licenziamenti e la delocalizzazione di un'azienda leader nella produzione di memorie, gli esponenti dell'Esecutivo hanno garantito ogni sforzo in direzione di un esito favorevole della trattativa in corso. 

Proteste anche a Catania
La protesta si estende in tutte le aree in cui ci sono gli stabilimenti. Da ieri pomeriggio una cinquantina di operai della Micron di Catania occupa l'aula consiliare del Comune. Gli operai temono di perdere il lavoro e chiedono garanzie sul loro futuro. Qui Micron ha avviato le procedure di licenziamento collettivo per 127 addetti su 323; se non verranno revocate lunedì partiranno le lettere di licenziamento. "Il ministro Guidi - dicono il segretario regionale della Fiom Roberto Mastrosimone e Francesco Furnari della Rsu della Micron - ha formalmente assunto l'impegno di evitare i
licenziamenti, noi chiediamo che le procedure vengano bloccate immediatamente, che si trovino delle soluzioni alternative e che il personale in esubero venga riassunto da StM. Micron impiega personale altamente qualificato - fisici, ingegneri e matematici - e la società potrebbe utilizzarli per la produzione di componenti elettroniche". 
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