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ITALIA

L'Europa e i migranti

4 migranti annegati dopo essersi tuffati dal barcone a Linosa. Indagati gli 11 presunti scafisti

La Procura di Ragusa ha contestato anche il reato di morte come conseguenza di altro delitto

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Sono annegati quattro dei trenta migranti che, alla vista delle navi Protector di Frontex e 'Monte Sperone' della guardia di finanza a largo di Linosa, si sono gettati a mare dal barcone su cui viaggiavano. Lo hanno confermato alla squadra mobile di Ragusa parenti e amici delle vittime. Per questo, al comandante e ai 10 componenti dell'equipaggio di scafisti del barcone, la Procura di Ragusa ha contestato anche il reato di morte come conseguenza di altro delitto.

 
Fino alla decisione del Viminale, il pattugliatore della Finanza Monte Sperone e la Protector di Frontex eramo rimasti ormeggiati nelle acque di Pozzallo in attesa di nuove disposizioni dopo che era stato consentito lo sbarco a donne e bambini, insieme a chi aveva bisogno di assistenza medica e ad alcuni uomini, per evitare che le famiglie venissero divise.

Tra gli sbarcati anche 128 minori non accompagnati
Sono 128 i minori non accompagnati, 3 minori accompagnati, 44 donne e 272 uomini. In totale 447 persone di cui 291 proverrebbero dall'Eritrea e 92 dalla Somalia. Altri migranti vengono da Nigeria, Bangladesh, Algeria, Libia, Siria, Egitto.

Una decisione, quella di far scendere donne e bambini, presa dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, affermano fonti di Palazzo Chigi, nelle ore in cui raccoglieva la disponibilità di Spagna e Portogallo ad accogliere altri migranti.  Tra i migranti fatti scendere ce ne sono diversi in condizioni di salute precarie: molti di loro portati all'ospedale di Modica. Due donne incinte, una con problemi cardiaci, sbarcata su una barella, l'altra con gravissimi problemi di denutrizione e loro i due bambini sono arrivati nel tardo pomeriggio. Una giovane con i figli questa mattina.   

L'Ue: "Condividiamo urgenza espressa da Conte"
"Confermiamo di avere ricevuto la lettera del premier Conte che è stata indirizzata ai presidenti Tusk e Juncker. Nella lettera chiede di dare attuazione immediata alle conclusioni raggiunte al Consiglio europeo e a breve risponderemo". Così il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas. "In generale e senza entrare nei dettagli, la Commissione condivide pienamente il senso di urgenza ed è impegnata nel dare seguito velocemente alle conclusioni raggiunte del Consiglio per quanto ci compete", conclude Schinas.

 "La Commissione accoglie con favore che entrambe le navi the Protector e Monte Sperone siano sbarcate a Pozzallo e ci è stato possibile grazie a 6 stati membri Ue che hanno deciso di accogliere e condividere migranti, tra cui Italia, Francia, Germania, Malta, Spagna e Portogallo". Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue Schinas. "L'Italia chiede da tempo una cooperazione regionale sugli sbarchi e ha ragione a chiederlo, la Commissione crede che soluzioni ad hoc non siano sostenibili a lungo termine e chiede una nuova spinta sulla base del Consiglio europeo".

La Commissione presenterà l'ultima settimana di luglio o la prima di agosto le sue proposte per dare seguito a una parte delle conclusioni del Consiglio europeo sui migranti: in particolare, l'esecutivo comunitario dovrebbe mettere sul tavolo la proposta sui centri sorvegliati nei paesi di primo ingresso e una ridistribuzione dei richiedenti asilo tra alcuni paesi Ue.  Si tratterà di una "concept note", una descrizione di massima, che dovrebbe permettere agli Stati membri che decidono di partecipare su base volontaria di mettere in opera la cooperazione regionale sugli sbarchi. 

Trasferimenti difficili per motivi sanitari
All'hot spot di Pozzallo attualmente vi sono 447 migranti e una situazione sanitaria difficile. I medici dell'Asp 7 di Ragusa prima di dare il via libera ai trasferimenti devono verificare le condizioni di salute dei migranti. Difficile che oggi possano essere trasferiti contingenti di migranti perché quasi il 90% ha la scabbia. Molte persone sono deperite ed hanno bisogno di riprendersi sul piano fisico prima di mettersi di nuovo in viaggio, dicono i sanitari. I lunghi giorni di permanenza in mare dopo mesi e mesi passati nei luoghi di prigionia libici hanno debilitato molto soprattutto le donne e i minori.  Ieri prima del doppio sbarco, vi era stata un'altra evacuazione sanitaria di un somalo di 35 anni che aveva febbre alta e astenia ed  stato ricoverato nell'ospedale di Modica. 

Sindaco di Pozzallo: "Servono maggiori indicazioni su come procedere"
"A bordo ci sono persone, non merci", aveva detto in mattinata il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna che si  è più volte offerto di accogliere i migranti. "C'è preoccupazione per l'incertezza sulla situazione di chi resta sulle navi ed anche la nostra consolidata capacità organizzativa  messa a dura prova", ha spiegato. "Le situazioni createsi precedentemente erano diverse - ha detto Ammatuna - perché maggiormente programmabili. Arrivano indicazioni di approntare in tempi ristrettissimi forniture di viveri e medicinali, ma vorremmo capire come procedere nella maniera più corretta possibile". "Ho anche avuto un contatto con il capo di Gabinetto del Ministro degli Interni, il prefetto Piantedosi, per concordare un incontro a Roma - continua il sindaco - ed ho avuto rassicurazioni che il Ministro segue con attenzione le esigenze della città ed ha delle proposte da sottoporci".

Salvini: Ue riconosca Libia porto sicuro
"Dobbiamo cambiare la normativa e rendere i porti libici porti sicuri. C'è questa ipocrisia di fondo in Europa in base alla quale si danno soldi ai libici, si forniscono le motovedette e si addestra la Guardia Costiera ma poi si ritiene la Libia un porto non sicuro". Lo dice il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini in una conferenza stampa a Mosca indicando quale sarà l'obiettivo dell'Italia nell'incontro di dopodomani per ridiscutere la missione Sophia.

Commissione Ue: "Non consideriamo Libia Paese sicuro"
La proposta di Salvini riceve però una risposta negativa. "Nessuna operazione europea e nessuna imbarcazione europea" riporta i migranti salvati in mare in Libia, perché "non consideriamo che sia un paese sicuro". Lo dice la portavoce della Commissione, Natasha Bertaud, rispondendo ai giornalisti che chiedevano un commento della Commissione sulle parole del ministro degli Interni italiano.

Salvini però insiste e replica su Twitter: "L'Unione Europea vuole continuare ad agevolare lo sporco lavoro degli scafisti? Non lo farà in mio nome, o si cambia o saremo costretti a muoverci da soli". 

Fico: "Dobbiamo essere duri con l'Europa"
"Non possiamo mettere muri alla Trump". Così il presidente della Camera, Roberto Fico. "Tutti i migranti che arrivano sulle navi devono essere tutelati al 100% come  stato fatto, per bisogna essere duri con l'Europa". "I flussi migratori ci saranno sempre, non possono essere fermati - ha aggiunto - ma dobbiamo gestire questi flussi migratori, lottando contro la schiavitù, contro la tratta, perché comunque dall'Africa del sud arrivano e c'è una rete di criminalità che porta queste persone fino alla Libia. Oggi sappiamo che la Libia non è un Paese in alcun modo sicuro. I migranti - ha aggiunto il presidente della Camera, Roberto Fico - cercano di arrivare in Europa, non in Italia - ha concluso - e l'Europa deve farsene carico avendo una politica comune con la Libia". 
"Salvini parla di una vittoria politica perché Germania e Malta stanno prendendo una quota; Conte sta chiedendo le quote proporzionali. In questo momento, sono messi in minoranza i Paesi di Visegrad", ha detto Fico, presidente della Camera, parlando dei flussi migratori. "Allo stesso tempo bisogna dire all'Europa che l'Italia deve poter avere delle quote distribuite - ha affermato - non  una tantum che la Germania ne prende 50, Malta altri 50 e così via, bisogna avere un piano ordinato e organizzato di quote. Chi non vuole le quote come ha detto Praga, oppure i Paesi di Visegrad - ha aggiunto - significa che non vuole comprendere cosa succede nel mondo. I flussi migratori vanno gestiti e se la solidarietà la si fa insieme - ha concluso - non esistono emergenze". 

Appello alla Cei per contrastare razzismo e xenofobia
Intanto un gruppo di operatori della Chiesa, 110 al momento, hanno firmato un appello alla Cei contro "una sempre più dilagante cultura del rifiuto, paura degli stranieri, razzismo, xenofobia; cultura avallata e diffusa persino da rappresentanti di istituzioni". "Sono diversi -scrivono- a pensare che è possibile essere cristiani e, al tempo stesso, rifiutare o maltrattare gli immigrati": "un vostro intervento", "in sintonia con il magistero di papa Francesco", "potrebbe dissipare i dubbi e a chiarire da che parte il cristiano deve essere, sempre e comunque".


Libia, otto migranti morti su un camion, uccisi dalle esalazioni di benzina 
Otto migranti, tra cui sei bambini, sono morti nell'ovest della Libia nel cargo di un camion dove erano stipati, a causa delle esalazioni di benzina che veniva trasportata all'interno del cargo. Lo hanno detto le autorità della città di Zuwara, citate da Lybian Express. Altri 90 migranti sono stati salvati, ma versano in condizioni critiche. Secondo le autorità di Zuwara (110 km a ovest di Tripoli), i 90 superstiti sono stati portati in ospedale. Si tratta di migranti partiti da paesi dell'Africa subsahariana, ma anche di cittadini del Bangladesh e del Pakistan, hanno aggiunto. Secondo il Libyan Herald, i cento migranti erano chiusi in un container refrigerato che normalmente serve a trasportare pesce o carne.     Tra le immagini postate su Facebook dal direttorato per la sicurezza di Zuwara ci sono quelle di almeno nove taniche di benzina all'interno del cargo e di un mucchio di giubbotti di salvataggio da usare per il probabile tentativo di attraversare il Mediterraneo fino alle coste europee.     La zona di Zuwara  uno dei punti della costa occidentale libica dove i trafficanti ammassano i migranti prima di farli imbarcare verso l'Europa.
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