POLITICA

Migranti, Commissione Ue: "Sosteniamo il codice di condotta per Ong"

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Il codice di condotta delle Ong "è un'iniziativa delle autorità italiane", ma "è stato avvallato dagli Stati membri" dell'Unione europea ed è "fortemente sostenuto dalla Commissione", ha detto una portavoce dell'esecutivo comunitario, Mina Andreeva. Il codice di condotta contribuisce a "fornire certezza legale" alle Organizzazioni non governative, ha spiegato Andreeva. La Commissione invece non ha voluto commentare la denuncia dell'Ong spagnola, Open Arms, che ha accusato l'Italia di non aver autorizzato lo sbarco di migranti salvati al largo della Libia su indicazione delle stesse autorità italiane. "Siamo consapevoli di questo incidente, ma non abbiamo informazioni specifiche", ha detto un'altra portavoce della Commissione, Tove Ernst, ricordando che le operazioni di ricerca e soccorso in mare e gli sbarchi di migranti devono avvenire "in linea" con il diritto internazionale del mare.

Nuove firme del codice al Viminale
Intanto, il Codice di Condotta per le operazioni di salvataggio dei migranti in mare è stato firmato stamattina dalla Ong Sea Eye, lo rende noto il Viminale. Ieri aveva siglato Proactiva Open Arms, mentre giovedì è la volta di Sos Mediterranee.

Diminuiscono gli sbarchi
Tutto questo mentre continua a scendere il numero dei migranti arrivati in Italia e, ormai da una settimana, il calo si attesta ad oltre il 3%. Stando ai dati del Viminale, dal 1 gennaio a questa mattina sono sbarcati nel nostro paese 96.845 migranti, il 3,47% in meno rispetto ai 100.328 dello stesso periodo dell'anno scorso. L'ultima ondata importante di arrivi, sempre secondo i dati, si è registrata il 25 luglio, quando sono sbarcate 1.028 persone. Il calo è dovuto soprattutto ai numeri di luglio: se, infatti, da gennaio a giugno di quest'anno gli arrivi sono stati sempre superiori a quelli del 2016, a luglio 2017 sono sbarcati 11.459 migranti, a fronte dei 23.552 dello stesso mese del 2016.

Avramopoulos, presto nuova ondata di partenze 
"È vero, i numeri sono scesi in luglio ed è una buona notizia, ma ciò non toglie che sia il momento per tirare delle conclusioni: sappiamo che sono ancora in molti che attendono di imbarcarsi ed è molto probabile che presto ci sarà una nuova ondata di partenze". Lo afferma Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per le migrazioni, in un'intervista a La Stampa. "Tutti sanno che sono in tanti nel nord della Libia ad attendere un passaggio. Lo dimostrano i flussi che attraversano il continente africano, tuttavia fare dei numeri sarebbe arbitrario", dice Avramopoulos. "La situazione ci impone di ampliare gli sforzi nella regione, cosa che l'Europa sta facendo da tempo, rafforzando il dialogo e la cooperazione con la Libia e gli altri stati africani di transito. I contatti sono produttivi con l'Egitto e anche l'Algeria dimostra volontà di collaborare". "È necessario rafforzare la capacità di gestire chi arriva in tre modi: gestendo più rapidamente le richieste di asilo, ridistribuendo chi ha diritto di restare, rimpatriando in fretta chi il diritto non ce l'ha", evidenzia il Commissario Ue.

"C'è molta gente che aspetta di partire. solo l'azione collettiva puo' fermare i flussi". Stabilire hotspot dell'Unhcr in Libia "non si può fare, al momento. Possiamo coordinare meglio i centri esistenti", dichiara Avramopoulos, secondo cui "la chiave è un rapporto strutturato coi libici. A questo fine abbiamo elevato a 136 milioni per il 2017 i nostri finanziamenti". "La 'legge Minniti' sui rimpatri e l'accelerazione delle pratiche di asilo sono un passo sostanziale nella giusta direzione", afferma Avramopoulos, che promuove anche il Codice di condotta: "dobbiamo essere riconoscenti per il lavoro delle ong, hanno salvato molte vite", ma "mi spiace che molti non abbiano firmato il codice. Non è stato pensato per fermare il lavoro delle ong, bensì per dare certezze alle loro attività. I trafficanti di esseri umani sono il nostro nemico". Sui fondi e i rinforzi deliberati a luglio, "gli stanziamenti sono stati decisi, è questione di giorni; i tecnici stanno arrivando", assicura il Commissario, secondo cui "il sistema di Dublino è guasto. L'Italia subisce una pressione sproporzionata. Dobbiamo aggiustare quel che non funziona".
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