ITALIA

Emergenza immigrazione

Migranti, continua la protesta nel messinese. I sindaci in assemblea: serve un piano serio

I sindaci dei Nebrodi invocano un incontro con il prefetto di Messina, che ha organizzato il trasferimento al centro delle polemiche, "per decidere insieme" come procedere in futuro con un piano che consenta di organizzare un'accoglienza "seria e responsabile" in sintonia con l'ente locale interessato

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I sindaci dei Nebrodi che si sono riuniti stamani per valutare la situazione dopo l'ingresso di 50 migranti nell'hotel Canguro, in territorio di Sinagra (Me), hanno deciso di effettuare un presidio permanente davanti all'albergo in attesa di una convocazione da parte della Prefettura alla quale hanno inviato un documento. 

I primi cittadini dei Comuni in questione, riuniti domenica mattina in assemblea su iniziativa del sindaco di Castell'Umberto, da ieri al centro delle cronache per capeggiare una protesta contro il trasferimento di una cinquantina di immigrati in una struttura ex alberghiera della zona, al confine con il territorio di Sinagra, sono concordi nel contestare tempi e modi degli arrivi di migranti pur non dichiarandosi contrari all'accoglienza.

Questa, però, va concordata con gli enti locali e non imposta dall'alto con decisioni improvvise e unilaterali, dicono, respingendo ogni etichetta di razzismo. E i progetti Sprar sono condivisi, ma a condizione che il dialogo tra istituzioni e cittadini sia corretto e costante. In questa ottica, i sindaci dei Nebrodi invocano un incontro con il prefetto di Messina, che ha organizzato il trasferimento al centro delle polemiche, "per decidere insieme" come procedere in futuro con un piano che consenta di organizzare un'accoglienza "seria e responsabile" in sintonia con l'ente locale interessato.

Il sindaco di Torrenova: non siamo contro i migranti 
"Non siano contro i migranti ma contro il modo e la forma con cui ne sono stati mandati 50",  spiega Salvatore Castrovinci, sindaco di Torrenova, Comune dei Nebrodi vicino a Castell'Umberto.  "Siamo per una distribuzione equa dei migranti - prosegue - siamo pronti all'accoglienza ma come prevede la circolare ministeriale di 2,5 migranti per ogni mille abitanti , il paese di Castell'Umberto era pronto per accogliere  i sette migranti che spettano dalla circolare ma da sette a cinquanta penso che ci sia una notevole differenza, è impensabile che un Comune di tremila abitanti  possa garantire la sicurezza dei migranti stessi e dei cittadini e la protesta è proprio per questo".

Da Ue ok a codice Italia per le Ong
Via libera dell'Ue al codice di condotta delle Ong per i soccorsi in mare ai migranti. E' quanto apprende l'Ansa da fonti qualificate del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. L'ok è arrivato nella giornata di giovedì 13 luglio a Bruxelles, dove si è svolta una riunione a cui ha partecipato una delegazione del nostro Paese, rappresentanti di Frontex e della Commissione europea. L'incontro ha permesso di condividere un testo il quale prevede regole che consentiranno di disciplinare l'attività svolta dalle Ong nel Mediterraneo centrale.  L'iniziativa, sottolineano le stesse fonti, è stata apprezzata come un passo importante per il nostro Paese. Al riguardo, infatti, l'Unione Europea ha espresso il proprio plauso, sottolineando come tale iniziativa sia stata già accolta favorevolmente durante il Consiglio dei Ministri dell'Interno, svolto a Tallinn, prevedendone l'inserimento nel piano di azione dell'unione europea.    

Il codice, secondo quanto è finora trapelato, rappresenta un vero e proprio decalogo con indicazioni ben precise e principi portanti: dal divieto di entrare nelle acque libiche a quello di trasferire i migranti soccorsi su altre navi, dalla regolamentazione dei segnali luminosi alla dichiarazione delle fonti di finanziamento, dal possesso di certificazioni di idoneità tecnica all'obbligo di trasmettere le informazioni utili alle autorità di polizia italiane per l'attività investigativa. A chi non sottoscriverà il documento, potrà essere vietato l'attracco nei porti italiani.

Times, Italia pensa a 200.000 visti temporanei
L'Italia sta pensando di rilasciare 200.000 visti temporanei per consentire ai migranti che approdano sulle sue coste di circolare in Europa. Lo rivela il Times parlando di questo piano come "l'opzione nucleare" del governo italiano per risolvere la crisi dei migranti.     Il quotidiano britannico riferisce di aver parlato con il vice ministro degli Esteri Mario Giro e il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, i quali hanno confermato che l'ipotesi dei visti temporanei è "in discussione". Giro e altri nel partito democratico sostengono che l'Italia potrebbe avvalersi della direttiva europea 2001/55 che era stata scritta dopo la guerra dei Balcani per permettere a un gran numero di profughi di entrare in Europa.

Domani a Bruxelles riunione ministri ester Ue 
Riunione domani a Bruxelles dei ministri degli Esteri dell'Unione Europea, dal cui tavolo è stato tolto il rinnovo del mandato dell'operazione EuNavForMed, meglio nota come Sophia, come è stata battezzata dal nome di una bimba data alla luce da una donna somala il 24 agosto del 2015 sulla fregata tedesca Schleswig-Holstein in missione nel Mediterraneo Centrale.  Il rinnovo del mandato della missione, che scadrà il prossimo 27 luglio, era nell'ordine del giorno come punto A, cioè senza discussione, ma, a quanto si apprende, si è deciso di toglierlo dall'agenda, per dar modo alle trattative in corso tra i vari Paesi di svilupparsi con più calma.  A chiedere e ottenere il rinvio sono stati, per motivi differenti, l'Italia, il Regno Unito e la Svezia. C'è tempo fino al 27 per individuare una soluzione: una volta trovato l'accordo, il rinnovo del mandato potrà essere approvato anche dal Comitato dei Rappresentanti Permanenti presso l'Ue (Coreper), senza bisogno di un passaggio formale in Consiglio. 
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