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MONDO

L'inchiesta

Migranti, la nave "Iuventa" attracca a Trapani. L'accusa: soccorsi concordati con scafisti

La nave della ONG Jugend Rettet è sotto sequestro. I legali annunciano il ricorso. Intanto un'altra organizzazione, la Sea Eye, decide di firmare il codice di condotta

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E' arrivata al porto di Trapani poco prima delle 17.30 la nave "Iuventa" della Ong tedesca Jugend Rettet, sottoposta a sequestro preventivo. La Procura trapanese procede per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina contro ignoti. A condurla da Lampedusa al porto trapanese sono stati i militari della Guardia costiera.

Jugend Rettet respinge le accuse
La Ong respinge fermamente ogni accusa e attraverso il legale Leonardo Marino ha annunciato ricorso per ottenere il dissequestro del materiale sequestrato e soprattutto della nave, senza la quale l'organizzazione non può operare per il salvataggio dei migranti. L'equipaggio ieri era rimasto a Lampedusa e "con il cuore pesante" vedeva "la forzata partenza della nave - scriveva la Ong su Twitter - lontana da Lampedusa e dal Mediterraneo centrale dove è necessaria". 

Perchè Jugend Rettet è finita sotto accusa
Pochi giorni dopo la mancata firma del codice delle ONG, è uscita la notizia che Jugend Rettet è accusata dalla Procura di Trapani di favorire l'immigrazione clandestina. L'inchiesta è partita dalle segnalazione di personale della sicurezza a bordo della nave Vos Hestia di Save the Children (dipendendenti una società terza, non nostri - ha precisato l'ONG) poi si è deciso di affiancare un agente dello Sco infiltrato per 40 giorni sulla nave Vos Hestia, che ha girato foto e video. E' la prima volta che si viene a sapere di un infiltrato in un’operazione su una nave di soccorso. Secondo i magistrati in almeno tre operazioni a ridosso delle coste libiche la nave di Jugend Rettet ha accolto a bordo migranti che si trovavano su barconi che non erano sul punto di affondare, facendo pensare ad una consegna da parte degli scafisti invece che ad un salvataggio. Un comportamento irregolare e punito dal codice penale, quello della ONG, in cui i magistrati non rilevano scopi di lucro ma motivi umanitari. E' un punto, quello delle condizioni dei migranti che si salvano, controverso anche prima che scoppiasse il caso Iuventa: le ONG sostengono in genere che un barcone stracaricosia sempre a rischio, e le persone in pericolo di vita. 

I legali della ONG: faremo ricorso
Mentre su Twitter la ONG ha scritto un messaggio di rammarico per l'interruzione dell operazioni - ''Per noi il salvataggio di vite umane è e sarà la priorità e ci dispiace non poter operare nella zona di ricerca e salvataggio in questo momento. Non vogliamo fare alcuna ipotesi, per questo stiamo raccogliendo informazioni a tutti i livelli" - i legali stanno mettendo a punto la strategia difensiva. Ma una cosa è certa:  "Faremo ricorso al tribunale del Riesame di Trapani contro il sequestro", ha fatto sapere l'avvocato Leonardo Marino nominato difensore dal legale rappresentante dell'associazione umanitaria, Katrin Schmidt.

Come lavora Iuventa
La nave - un vecchio peschereccio comprato grazie a risparmi e donazioni dai ragazzi di Jugend Rettet - era troppo piccola (rispetto ad esempio a quelle di MSF e Save the Children) per fare la spola fino alle coste italiane. Il suo lavoro, principalmente, consisteva nello stare al largo, soccorrere i migranti e trasferirli su altre navi perchè li portassero sulla terraferma. 

Anche Sea Eye firma il codice delle ONG
Intanto anche l'ONG Sea Eye ha deciso sottoscrivere le regole del Ministero dell'Interno come Moas, Save the Children, Proactiva Open Arms. "Chiedo a tutti di aderire all'iniziativa (il codice di condotta, ndr) mi dispiace che alcune ONG abbiano scelto di non firmare -  dice il commissario europeo a Migrazione e Affari interni, Dimitris Avramopoulos - dobbiamo lavorare tutti assieme per smantellare il modello di business dei trafficanti ed evitare le morti dei migranti".
 
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