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MONDO

Organizzazione internazionale delle migrazioni

Migranti, l'Onu: quasi 250 i morti nel Mediterraneo a gennaio

Secondo l'Oim sono in aumento le partenze di pachistani dalla Libia

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Terminato gennaio, si contano le vittime nel Mediterraneo: 246 i morti in un mese, 8 in meno rispetto al gennaio 2017. Il dato è stato diffuso dall'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) che tra il 1° e il 31 gennaio ha registrato 6.624 arrivi attraverso il Mare Nostrum, di cui 4.256 in Italia, 1.089 in Grecia, 1.279 in Spagna.

In relazione al nuovo dramma di stamane, con la morte di 90 migranti al largo delle coste libiche per il capovolgimento di una barca, e il ritrovamento di alcuni corpi sulle spiagge, l'agenzia segnala che sta crescendo il numero di migranti pakistani in arrivo. Otto dei dieci corpi ritrovati stamane erano infatti di pakistani.

Nel 2017, sono arrivati in Italia via mare 3.138 migranti pakistani dalla Libia, il 13° gruppo nell'elenco generale degli arrivi di migranti (119.369). "Quest'anno, sono già la terza nazionalità più alta finora, con circa 240 persone che hanno raggiunto l'Italia a gennaio", registra lo Iom.

Nei giorni scorsi si sono anche verificati due casi in cui imbarcazioni partite dalla Libia sono state riportate indietro: due gommoni con 252 persone, il 31 gennaio e altre 23 persone nel pomeriggio di ieri, 1 febbraio. Le persone sono state assistite da personale Oim. Tra loro anche una donna a pochissimi giorni dal parto.

I 246 morti di gennaio, il secondo mese con più morti da giugno 2017, "indicano la casualità del pericolo lungo questo trafficato corridoio migratorio": a dicembre 2017 i morti erano stati 23, il numero più basso da gennaio 2014. Precisa ancora Iom che "le morti nel Mediterraneo orientale sono diminuite drasticamente con il calo degli arrivi".
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