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MONDO

Navi di soccorritori volontari nel Mediterraneo

Migranti, verso Pozzallo nave di ong spagnola. Open Arms denuncia: guardiacoste libici hanno sparato

Ieri, le autorità italiane hanno negato l'accesso della barca Golfo Azzurro al porto di Lampedusa, racconta in una intervista a Efe il fondatore di Proactiva Open Arms Oscar Camps

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La nave della Ong spagnola Proactiva Open arms, 'Golfo Azzurro', che fino a stamani era nei pressi di Malta si è fermata a largo di Pozzallo, a 12 miglia dalle acque territoriali italiane. "In radar abbiamo visto la presenza di questa nave - dice il comandante in seconda della Capitaneria di porto di Pozzallo, Marco Tognazzoni - e abbiamo chiesto notizie sui loro movimenti. Ci hanno detto che aspettano ordini. Al momento non abbiamo alcuna comunicazione di farla approdare nel porto di Pozzallo". Dai sistemi che tracciano il traffico marittimo è possibile notare la nave 'Golfo azzurro' che, dopo aver fatto un lungo tratto di mare in direzione Pozzallo, vira a sinistra. Accanto si vede una unità che viene indicata come una motovedetta della Guardia costiera italiana.  

A detta del fondatore della Ong, Oscar Camps, un'altra delle loro imbarcazioni stamattina sarebbe stata minacciata in maniera molto aggressiva dai Guardiacoste libici che sarebbero arrivati a sparare in aria quando la barca stava a 13 miglia fuori dalle acque libiche. "È stato un atto deplorevole", dice Oscar Camps, intervistato dalla Efe.

Camps ha permesso la ricostruzione della vicenda della nave Golfo Azzurro, spiegando che ieri le autorità italiane hanno negato l'accesso al porto di Lampedusa per sbarcare tre persone soccorse nel Mediterraneo. "L'Italia ci ha negato l'entrata a Lampedusa", ha raccontato Camps alla Efe, spiegando che la Guardia Costiera italiana aveva autorizzato il salvataggio di una imbarcazione che navigava alla deriva ed è stata localizzata a circa 100 miglia dalle coste libiche, ma che dopo "soprendentemente" "ha negato l'entrata per lasciare queste persone a Lampedusa". Camps ha aggiunto che nemmeno Malta ha offerto una soluzione e che i due paesi, Italia e Malta, si sono hanno di fatto rimpallate le responsabilità: "Un paese ci manda dall'altro - ha aggiunto - e questa è una volta di più la dimostrazione della disorganizzazione dell'Europa".

Secondo Camps, la Ue sta mettendo in atto una campagna contro le Ong nel Mediterraneo, "usano accuse non provate o investigano coloro che non hanno aderito al codice di condotta" approvato dall'Italia per gestire la crisi migratoria nel Mediterraneo. "Tutti dicono lo stesso, che sospettano delle nostre attività - conclude Camps - che facciamo traffico di esseri umani, che entriamo nelle acque libiche. Accuse non vere, perché tutte le Ong che si trovano nel Mediterraneo lavorano in cordinamento con la Guardia Costiera italiana".

E proprio riguardo al Codice di Condotta per le operazioni di salvataggio dei migranti in mare del Viminale, la Ong Proactiva Open Arms lo ha sottoscritto stamane, mentre un'altra ong, la Sos Mediterranee, firmerà lo firmerà giovedì 11 agosto. È quanto si apprende da fonti del ministero dell'Interno.
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