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Europa

Migranti, Ue: via a sanzioni a Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca

"La relocation non è una scelta. Aldilà degli impegni morali, è un obbligo legale", ha spiegato il commissario agli Affari  interni Avramopoulos, sottolineando che "ci sono stati troppi rinvii e troppe discussione"

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La Commissione europea ha deciso di lanciare le procedure di infrazione per Polonia, Ungheria e Rep. Ceca per i mancati ricollocamenti dei profughi da Italia e Grecia.

Ad annunciare i provvedimenti è il commissario Ue Dimitris Avramopoulos, nel presentare la relazione di giugno sullo stato di attuazione delle 'relocation'.

"Negli ultimi mesi la Commissione ha ripetutamente chiesto" agli Stati membri che non hanno ancora accolto o promesso di accogliere richiedenti asilo da Italia e Grecia "di farlo", si legge in un comunicato dell'esecutivo comunitario. "Purtroppo, malgrado questi appelli, la Repubblica Ceca, l'Ungheria e la Polonia, in violazione dei loro obblighi legali derivanti dalle decisioni del Consiglio e dai loro impegni verso Grecia, Italia e altri Stati membri, non hanno ancora preso le misure necessarie", spiega la Commissione. In questo contesto, l'esecutivo comunitario "ha deciso di lanciare procedure di infrazioni contro questi tre Stati membri".

"La relocation (il programma di ridistribuzione dei richiedenti asilo, ndr) non è una scelta. Aldilà degli impegni morali, è un obbligo legale", ha spiegato il commissario agli Affari interni, Dimitris Avramopoulos, sottolineando che "ci sono stati troppi rinvii e troppe discussione".

Secondo Avramopoulos, "è assolutamente fattibile dimostrare flessibilita'" ma serve "volontà politica". L'Ue "non è solo richiesta di fondi o assicurare la sicurezza", ha avvertito il commissario. 
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