MONDO

Domani il pre-vertice di Parigi

Migranti, al vaglio il sequestro delle navi di ONG e gli sbarchi in altri Paesi. Lo stop di Tallin

L'Italia ha minacciato di chiudere i porti alle navi umanitarie e delineato le sue richieste per evitarlo. L'Unione Europea è divisa: Mogherini, Avramopoulos e Juncker lavorano ad un pacchetto "per non lasciare sola l'Italia", Macron chiude di fatto ai migranti economici e il blocco dell'Est continua ad opporre un rifiuto totale. Il 6 e il 7 luglio ci sarà il vertice di Tallin, domani un incontro preliminare che potrebbe essere decisivo per arrivare a soluzioni operative. Salvati intanto 650 migranti da una nave svedese. 

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Dopo la minaccia della chiusura dei porti alle navi delle ONG straniere (che non andrebbe a toccare il soccorso in mare, come previsto dal diritto internazionale) l'Italia mette ora in campo anche l'ipotesi del sequestro delle imbarcazioni (si parla di un nuovo codice di regole, molto stringente, su equipaggio e attrezzature con pena, si arriverebbe al sequestro per chi non lo rispetta). Roma ha chiesto aiuto all'Europa per la questione migranti, e fa pressing. La neopresidenza estone, con il ministro degli Interni Andres Anvelt, ha fatto sapere che al vertice di Tallin dei 6 e 7 luglio "l'Italia non riceverà risposte ma verrà ascoltata". Se arriveranno quindi risposte sulla questione migranti il giorno sarà domani al prevertice di Parigi ottenuto da governo Gentiloni per discutere di un "approccio coordinato": accanto Marco Minniti ci saranno gli omologhi di Francia e Germania e il commissario UE per la migrazione, Dimitris Avramopoulos. 

Prende forma un piano UE: di che cosa si discute
Si tratta di un pacchetto di proposte cui stanno lavorando il capo della diplomazia europea Federica Mogherini, il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker e il commissario Avramopoulos. I punti fondamentali sarebbero quattro : accoglienza - la Commissione sta per sbloccare 35 miliardi - controllo delle frontiere - la Libia riceverà 42 milioni (12 dall'Italia e 30 dalla Commissione) - e aiuti all'Africa - i 30 miliardi del Fondo UE per l'Africa e il cambiamento della missione di Frontex (adesso le sue navi attraccano solo in Italia ma si pensa di estendere la missione ai porti di Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda e Germania). Questa ultima ipotesi riguarderebbe i Paesi i cui governi non hanno formalmente detto no e sarebbe un segnale politico fortissimo - meno forte dal punto di vista operativo, dato che Frontex salva circa il 10% dei migranti. 

Le richieste dell'Italia (1/2): a cosa servirebbero chiusura dei porti e sequestro delle navi
La minaccia di Roma è teoricamente possibile ma praticamente molto difficile. La chiusura dei porti alle navi delle ONG straniere vorrebbe mettere un argine agli arrivi indiscriminati (resterebbero invariati i soccorsi in mare) e mandare un messaggio politico chiaro. Si parla oggi di un'ulteriore stretta, sempre nel campo delle ipotesi: varare un nuovo codice navale per le navi delle ONG. Le norme da rispettare in materia di equipaggio e attrezzature sarebbero così stringenti da paventare il sequestro del natante in caso di mancato adempimento. Una mossa volta a spingere le ONG ad attraccare nei porti dei loro Paesi, sgravando l'Italia. 

Ma perchè oggi tutte le navi fanno sbarcare i migranti in Italia?
La situazione è peggiorata lo scorso anno, con la chiusura della rotta balcanica, ma sono anni che l'Italia affronta in solitudine gli sbarch e la conseguente prima accoglienza. La ragione sta nel fatto che chi soccorre è di fatto obbligato ad approdare sulle nostre coste. La Guardia Costiera Italiana opera solo nei porti del suo Paese, Frontex rispetta le norme di Triton e rientra il Italia, le navi delle ONG scelgono l'Italia perchè è il primo "porto sicuro", come prevede la Convenzione di Amburgo. 

Le richieste dell'Italia (2/2): ampliare il ricollocamento
Oltre ad una nuova gestione degli arrivi l'Italia spinge per un modificare le norme sui ricollocamenti. Ad oggi, infatti, solo 7 mila persone sono state trasferite in base a questo progetto (complice il blocco dell'Europa dell'Est). La ragione è nella regola che stabilisce che possano farne parte solo quelle nazionalità che ricevono l'ok all'asilo almeno nel 75% dei casi e cioè solo eritrei, siriani e iracheni. L'Italia che, solo per fare un esempio, accoglie migliaia di persone dal Corno d'Africa, chiede che queste regole vengano cambiate in modo che si arrivi al ricollocamento di grandi numeri.

I due volti contrapposti dell'Europa
Da un lato c'è l'Europa che abbiamo visto, che lavora ad un pacchetto per venire in soccorso all'Italia che soccorre, con Juncker che annuncia che la settimana prossima vedrà i premier di Italia e Grecia per valutare ulteriori sforzi Ue. Dall'altro c'è la Francia di Emmanel Macron, che ha appena sottolineato la distinzione tra chi ha diritto all'accoglienza e chi no (tra migranti economici e richiedenti asilo) e tutto il blocco dei Paesi dell'Est, che con la chiusura della rotta balcanica ha definitivamente chiuso del porte. 

Proseguono gli arrivi: soccorsi 650 migranti, a bordo anche 9 vittime
Sono 650 i migranti soccorsi nelle scorse ore in diverse operazioni di salvataggio nel Mar Mediterraneo, arrivati a Catania a bordo della nave militare svedese Bkv 002. Con i superstiti viaggiano anche i corpi senza vita di nove persone: sette donne e due uomini. Nel molo di Mezzogiorno sono state attivate le procedure per l'accoglienza, coordinate dalla prefettura etnea e avviate anche le prime indagini da parte della squadra mobile della Questura per identificare eventuali
scafisti. 
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